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Cesenamania: Dal campo al tribunale

Olivier Morin/Afp/Getty Images
Di:
Mattia
Guidi
 
27 aprile alle 15:20

E alla fine, forse, è giusto che sia finita così, con la retrocessione matematica che arriva contro la prima della classe, al termine di un match giocato in apnea e con il cuore il gola. Il vecchio cuore romagnolo, quello che da sempre i tifosi cantano, invocano e di cui si fregiano; quello che intravedendosi nuovamente nella squadra di Beretta contro la Juventus ha permesso tutto sommato al Cesena di scendere in cadetteria ufficialmente tra gli applausi del 'Manuzzi'.

This is the end, l'avventura sportiva del cavalluccio in serie A finisce qui; dopo 20 anni di attesa i bianconeri abbandonano il palcoscenico ritrovato per appena una stagione, quella scorsa, in cui al contrario sembrava essere iniziato qualcosa di importante. Tutto da rivedere, insomma, e tutto da ricostruire, partendo dalle (poche) conferme e dalle (tante) sicure partenze. Ravaglia, Moras, Guana, Arrigoni, Djokovic; tra scadenze di prestiti, conferme mancate e contratti risolti, sembrano questi gli unici nomi certi su cui rifondare un progetto vincente.

Un progetto che tuttavia dovrà fare i conti, ancora una volta, con difficoltà logistiche evidenti; la dirigenza bianconera, infatti, non può ancora permettersi di programmare fin da subito il nuovo campionato di B, vuoi per semplice scaramanzia, vuoi per ragionevolissime motivazioni nate dall'attuale situazione del calcio made in Italy. La bufera calcioscommesse, infatti, è soltanto alle prime piogge, e secondo molti potrebbe tramutarsi in qualcosa di devastante, capace di stravolgere le classifiche e gli esiti del campo.

Sono tre le procure ad indagare su tre filoni della stessa stucchevole inchiesta, che potrebbe cambiare il volto della classifica di A e B anche a luglio inoltrato; e vista la gravità dei reati ipotizzati, che metterebbero in mezzo sia i tesserati che gli stessi club, c'è da considerare seriamente l'ipotesi di una possibile permanenza del cavalluccio in serie A, causa retrocessioni dirette o pesanti penalizzazioni di altri club. Impossibile, quindi, programmare qualcosa di certo, anche ora che la matematica si è pronunciata sbattendo senza appello il Cesena nella B 2012/2013.

La dirigenza, quindi, continuerà ad avere due buste sul proprio tavolo: un piano A ed un piano B, di differente struttura e impegno tecnico ed economico. Resta da capire ora in quali tempistiche società, giocatori e tifosi potranno avere certezze e permettersi di programmare il proprio futuro. Un futuro che una volta si scriveva sui campi la domenica e che oggi, ahinoi, si sviluppa per lo più presso questure e tribunali.

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