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Cesenamania: Provaci ancora, mister!

(Foto: New Press / GETTY IMAGES)
Di:
Mattia
Guidi
 
20 aprile alle 13:29

In fin dei conti chi ci soffre forse più di tutti è Mario Beretta, che dal giorno del suo arrivo sulla panchina bianconera - esattamente due mesi or sono - non ha mai provato la gioia di assistere ad una vittoria dei suoi ragazzi. Due mesi vissuti con la consapevolezza di dover affrontare la sfida professionale più proibitiva della propria carriera, e con la conferma, giorno dopo giorno, che lo spogliatoio bianconero avesse un'unità di intenti più simile a quella dei concorrenti di un Grande Fratello piuttosto che quella di un gruppo di professionisti di prima fascia. 

Beretta, inoltre, sa anche che la sua esperienza in bianconero terminerà insieme a questa angosciante stagione, e considerato ciò non può che crescere la stima e l'empatia per un tecnico che sta comunque mettendo tutto sé stesso nella rincorsa ad un (inutile?) penultimo posto, che in un mondo ideale in cui chi sbaglia paga, significherebbe senza dubbio la permanenza in A. Nel frattempo, squadra e allenatore possono 'vantare', per quanto sia possibile, una mini-serie positiva di quattro pareggi in quattro partite, e domenica al 'Manuzzi' il mini record dovrà sostenere la prova Palermo.

Un girone fa, proprio contro il Palermo al 'Barbera', il Cesena strappò tre punti ai rosanero rilanciando le proprie speranze salvezza; fu Adrian Mutu a segnare, lo stesso Mutu che tra qualche settimana potrà lasciare la Romagna e un progetto che si è sgretolato anche a causa della sua incapacità di esserne il perno. E' vero che l'ex 'fenomeno' ha comunque messo insieme otto reti, ma dargli una valutazione globalmente positiva sarebbe chiudere gli occhi.

Significherebbe ignorare il fatto che a lui si chiedeva di essere leader, e non semplicemente di pretenderlo senza dare dimostrazione di alcuno spessore umano. Mutu, quindi, se ne andrà, con buona pace sua e di Cesena, che ha avuto la sfortuna di incontrare in pieno viale del tramonto tecnico e professionale un giocatore che fino a poco tempo fa, in campo, leader lo era per davvero. L'augurio per lui in queste poche settimane è di arrivare ampiamente in doppia cifra, segnando ancora qualche gol pesante per sé e soprattutto per il cavalluccio.

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