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Cantona a CM: 'Balotelli, ascolta il vero genio ribelle e diventerai come me'
MONTECARLO - Un mito, una leggenda. E in quanto tale va trattato. Eric Cantona ha segnato un'epoca calcistica, una generazione intera si è rivista in lui, nel suo modo di giocare e di essere anche fuori dal campo.
Quest'anno Cantona ha lasciato la sua impronta sulla Champions Promenade a Monte Carlo, diventando uno degli eletti (e delle leggende appunto) all'interno del Golden Foot, premio che annualmente premia le celebrità di ieri e di oggi. E Calciomercato.com, media partner dell'evento, ha intervistato in esclusiva l'ex attaccante francese: "Diventare una leggenda? Ma io lo sono già - esclama sorridendo Cantona, che aggiunge - ovviamente fa piacere, vuol dire veder valorizzato quanto fatto nel corso dei tuoi anni".
Lei è stato un modello per molti calciatori, ma anche per molti tifosi, come se lo spiega?
Non saprei. Io semplicemente facevo quello che pensavo fosse giusto; spesso anche senza pensarci, ma era il mio modo d'agire e lo è tuttora.
Un po' come quando si scagliò a mo di kung fu contro un tifoso...
Esattamente. Un gesto per il quale pagai con nove mesi di squalifica, come giusto che fosse. Ma l'ho fatto, punto e basta. Se ho rivisto quell'uomo? No, non l'ho più incrociato. Magari se capita entro ancora deciso come nel 1995... (ride, ndA).
Cantona è stato il primo genio ribelle...
Io penso che un ribelle sia qualcuno che è fuori dagli schemi ma che, facendo questo, porta a casa dei risultati importati. Pinochet era un ribelle, Fidel Castro anche. Ma sono passati alla storia nel bene e nel male. Questi sono i ribelli...
Oggi molti hanno dei comportamenti da ribelle, da sopra le righe. Cosa ne pensa di Balotelli ad esempio?
Rileggi quanto detto poco fa sul ribelle e capirai cosa penso di lui...
C'è qualche cosa nella sua storia che non ha fatto e della quale un po' si è pentito?
No. Quello che sognavo da piccolo era giocare a calcio e l'ho fatto. Ho vinto tanto, mi sono fatto tanti amici e tanti nemici. Cosa volere di più, ho anche fatto del cinema?!
Una vita passata con Alex Ferguson; che ricordo ha?
Un grande manager ma soprattutto un grande psicologo. Oggi ha 70 anni ma parla allo stesso modo a Giggs e ai 18enni che escono dalla Academy, traendo il massimo da tutti. Un grande personaggio. Io al suo posto? No, non aspiro a diventare manager. E poi vorrei vedere Ferguson allenare sempre.
Cantona al Manchester United, maglia numero 7. Dopo di lei altri hanno indossato quella stessa divisa: da Beckham a Cristiano Ronaldo solo per citarne due. Chi il migliore?
Chi dopo di me direi (ride, ndA...). Penso che Beckham sia stato uno dei migliori interpreti del calcio moderno e che sia stato il degno erede della mia maglia.
Cantona, ci può dare un giudizio sulla serie A di oggi? Che ne pensa?
Lo farei volentieri, ma io di calcio seguo poco. Guardo ogni tanto Barcellona, Real Madrid e ovviamente Manchester United, ma stare davanti alla tv di fronte ad una partita non mi piace. Meglio l'atmosfera da stadio, anche se non ho molto tempo per queste cose. Ho deciso di dedicarmi allo sviluppo di me stesso e questo mi sta dando grandi gioie.
Luca Talotta



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