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Genomania: La salvezza va meritata

palacio festeggiato da gilardino
Di:
Matteo
Oneto
 
20 aprile alle 15:46

Non ci resta che vincere. Contro il Siena il Genoa cerca i tre punti per allontanare l'incubo e ricominciare serenamente a conquistare la salvezza. Tutto questo con il retrogusto amaro del fallimento per una stagione che davvero peggio di così non poteva andare. Non è ancora il momento dei processi, è vero, adesso è il tempo di restare uniti e spingere i rossoblù verso i tre punti che diventerebbero svolta decisiva della stagione. I tifosi ci saranno, sono stati chiamati a raccolta dalla Gradinata Nord, sarà importante avere uno stadio sportivamente aggressivo che faccia per una volta tremare le gambe degli altri e non di Palacio e compagni. Vincere sembra un'utopia per questa squadra, che non centra il bersaglio grosso da undici match e che negli ultimi tempi ha rischiato addirittura di cadere contro le ultime due della classe.

Da utopia i tre punti dovranno diventare necessariamente realtà, altrimenti il rischio serie B aumenterebbe esponenzialmente, e la retrocessione potrebbe dirsi addirittura meritata. Sì, perché la permanenza in serie A non solo va sudata e lottata, ma in fin dei conti va meritata. Non vincere da undici turni, cambiare due allenatori senza nessuna accelerazione in campo, conquistare solo due punti contro Novara e Cesena, mentre gli altri, anche se in modo rocambolesco, sbancano il 'Massimino' di Catania, significa non meritare di restare in serie A. E il traguardo sarebbe ancor meno meritato in caso di mancato successo contro il Siena. Da qui in poi dovrà uscire il carattere di una squadra che non ha un leader capace di far affrontare ai compagni i momenti difficili senza paura.

Tutti, dal primo all'ultimo della rosa, dovranno dare quel qualcosa in più per allontanare quell'ansia da prestazione che ha fermato gambe, cervello e cuore nelle ultime due uscite, per inciso due sfide che invece di trascinarci in basso avrebbero dovuto riportarci in linea di galleggiamento. Non si può più sbagliare: i campioni (Palacio, Gilardino e Frey) dovranno dimostrare di essere tali, quelli che il Genoa lo portano tatuato addosso (Rossi e Sculli) avranno il compito di far capire ai compagni quanto sia importante vestire questa maglia, gli altri dovranno farsi trascinare dall'entusiasmo di Marassi. Non ci resta che vincere adesso per non dover poi affidarsi a strani calcoli e a colpi di fortuna che non sono nelle corde della storia rossoblù.

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