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Italia: ecco come lanciare i giovani

rick stewart/getty images
13:30 del 03 settembre

Riceviamo, pubblichiamo e rispondiamo:

SPETT.LE REDAZIONE DI CALCIOMERCATO.COM,
Si è parlato recentemente della necessità delle squadre italiane di ricreare i vivai da dove poi possano attingere e far crescere i nostri giovani calciatori. Ma da quanto abbiamo visto, anche in questo mercato si sono rivolte all'estero. Come ridimensionare questo continua rincorsa allo straniero che va a ridimensionare i nostri talenti? In quali categorie si possono creare questi vivai di potenziamento dei nostri talenti? Come convincere le grandi squadre a seguire questa linea? E sopratutto quali squadre farebbero da vivaio alle grandi, precludendosi la possibilita di progredire nei campionati con le promozioni? In poche parole, come poter stabilire delle linee guida in modo che il nostro calcio diventi di nuovo rispettato e vincente?
Grazie.

Per valorizzare al meglio i giovani italiani, innanzitutto bisogna cambiare mentalità. Tanto per fare un esempio che renda bene l'idea, in Spagna il principale obiettivo dei vivai è far arrivare il maggior numero di giocatori in prima squadra, invece qui in Italia si pensa a vincere trofei e campionati anche a livello giovanile.

In questo senso fa ben sperare l'ingresso nei quadri tecnico-dirigenziali della Ficg di 'gente di campo' come Arrigo Sacchi, Roberto Baggio e Gianni Rivera. A medio-lungo termine la mossa del presidente federale Abete, che in questo modo ha salvato la poltrona dopo la figuraccia della Nazionale al Mondiale in Sudafrica e il mancato assegnamento all'Italia degli Europei 2016, potrebbe rivelarsi vincente. Però serviranno tempo e lavoro, perché non si può pensare di cambiare tutto da un giorno all'altro e di raccogliere subito i frutti di quanto seminato.

Per quanto riguarda le squadre minori in cui far crescere e maturare i giovani talenti, è interessante la proposta di Demetrio Albertini di prendere a modello la Spagna, dove le squadre 'B' dei grandi club (Barcellona, Real Madrid, etc...) partecipano ai campionati professionistici delle divisioni inferiori.
 


Cristian Giudici

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12:26 del 04 settembre   scritto da Shaka_cf2f76
 
 
 
L'inserimento della squadra B nei campionati inferiori sarebbe davvero una mossa validissima e logica...in Spagna le squadre B per regolamento possono arrivare fino alla divisione "inferiore" a quella della squadra principale, cioè se il Real è in serie A la squadra B può arrivare fino alla serie B poi in caso di promozione viene stoppata, così da non creare nelle società la tentazione di avere due squadre forti in lega e investire comprando giocatori forti per due squadre... questo permette ai giovani di fare esperienza e giocare per meritocrazia senza i giochi di potere che si trovano in squadre dove ci sono giocatori più esperti... e poi diminuisce in generale il numero di società professionistiche visto che molte piccole società non riescono a finanziarsi
19:47 del 03 settembre   scritto da RIFLETTETE... Nella Finale Dei Mo...
 
 
 
la domanda è come lanciare i giovani ??? ma la risposta è tanto ovvia ... aprire le finestre !!!!!
19:25 del 03 settembre   scritto da PinkPanther
 
 
 
Concordo. Il mio Palermo ha una ventina e passa di giocatori sparsi tra serie B e C, anche provenienti dalla primavera campione d'Italia 2008-2009. Chiaramente se ci fosse la possibilità di giocare tutti insieme in un "Palermo B" sarebbe meglio sotto tanti aspetti. Ovviamente la stessa cosa potrebbero fare Milan, Inter, Fiorentina, ecc. Altrettanto ovviamente si dovrebbe abolire il campionato Primavera, con divieto di partecipazione alla stessa competizione della squadra "A". Ma i giovani, confrontandosi con certa gente esperta che circola nelle seconde serie, maturerebbero meglio, a mio parere.
17:31 del 03 settembre   scritto da buendia65
 
 
 
Io credo che la proposta più interessante sia proprio quella di Albertini per il motivo che le squadre "B" avrebbero la possibilità di far crescere i giovani, poichè essi sarebbero impegnati con professionisti più esperti e non avrebbero l'assillo del risultato, poichè la crescita dei giovani, per queste squadre, sarebbe più importante della classifica. Oggi, invece, un giovane che viene prestato nelle squadre delle serie inferiori rischia, comunque di fare tanta panchina e, quindi, vedere il campo poche volte, rallentandone notevolmente la crescita.
16:51 del 03 settembre   scritto da MadFerIt
 
 
 
@rompiballe_81af7100: ogni tanto qualcuno scrive qualche commento intelligente!
16:06 del 03 settembre   scritto da rompiballe_81af7100
 
 
 
Non voglio incolpare i giornalisti ma......pensate se una JUVE o INTER o MILAN facesse giocare 3/4 diciottenni e poi perde!!!!! apriti cielo e giù critiche a nove colonne. In Spagna ed Inghilterra non si sognerebbero mai di critire un giovane under 21... Se in Italia non ci fosse tanta pressione, con opportune regole della FIGC, tanti giovani emergerebbero....Ora siamo buoni solo a lamentarci quando una società straniera contrattualizza un giovane... Altro esempio: il Portogallo rischia tutto sui giovani e poi rivende fuoriclasse .
14:59 del 03 settembre   scritto da socmel
 
 
 
basta obbligare tutte le squadre a schierare in campo almeno 6 nazionali su 11. In questo modo i vivai, chiunque sia a gestirli, tornerebbero a sfornare giocatori.
13:44 del 03 settembre   scritto da Korny
 
 
 
non vedo perchè sacchi, baggio e rivera dovrebbero portare un beneficio al movimento giovanile. quale esperienza vantano in questo campo? la verità è l'unico modo di vedere giovani italiani in squadre di serie A è una riforma a livello europeo che imponga l'utilizzo di n giocatori provenienti dai settori giovanili, cosa che vedo piuttosto difficile da organizzare, dato che si rischierebbe di sgonfiare il motore economico che fa muovere il calcio
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