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Leccemania: Benassi ci vede lungo

Foto: Getty Images
Di:
Stefano
Meo
 
27 aprile alle 16:07

Se anche gli arbitri si sottoponessero a questa terapia forse non ci sarebbero più sviste clamorose, o quantomeno sarebbero di gran lunga limitate. Massimiliano Benassi, numero uno del Lecce, ha frequentato per tre mesi un corso intensivo di 'Visual Training' (Ginnastica oculare, la traduzione tricolore), una pratica optometrica largamente adottata e apprezzata nello sport made in Usa che consente di migliorare il visus con un ottimo ritorno in termini di prestazioni. La sua esperienza e i risultati sono stati descritti, nei particolari, in una tesi di laurea dal titolo: 'Visual training nello sport: il caso di un atleta professionista' discussa dallo studente Luigi Romano nei giorni scorsi presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell'Università del Salento.

'Tempo addietro ho seguito queste pratiche per circa tre mesi - ha raccontato il portiere -, durante i quali mi sono sottoposto a test frequenti. Il mio visus è migliorato notevolmente sia per l'occhio destro che per il sinistro e alla fine ho conquistato anche la maglia da titolare'. Ogni domenica Benassi è tra i migliori in campo merito della sua preparazione settimanale, ma anche del visual training che gli permette di seguire meglio tutti i movimenti degli avversari: 'Una volta in campo - ha aggiunto -, quando si è trattato di verificare i progressi con i test effettuati, la prima sensazione è stata vedere il pallone quasi rallentato, con evidente vantaggio nella sua intercettazione. La mia visione globale è migliorata notevolmente'.

Non c'è nulla di miracoloso, e il gol di Hamsik in Lecce-Napoli di mercoledì scorso lo testimonia, ma a suo dire aiuta molto. L'optometria e questa tecnica in particolare hanno avuto molto successo nello sport agonistico. Viene insegnata da 90 anni in 25 università degli States (dove trova applicazione in sport come tennis, pallacanestro, pallavolo, hockey sul ghiaccio, baseball), del Canada e anche in diversi paesi europei (Italia compresa) a livello universitario, in base ad un principio fondamentale: non è 'quanto' ma 'come' vedere. Scherzandoci su, ma non troppo, l'augurio è che il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, abbia preso nota.

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