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Napolimania: Presto per dire 'grazie'

Cavani dà il cinque a Mazzarri
Di:
Giovanni
Scotto
 
16 marzo alle 17:15

È dura adesso raccogliere le proprie cose e dimenticare la Champions. L'atmosfera che si respirava giovedì a Castevolturno era quella di un bellissimo viaggio finito troppo in fretta. Quei numeri dorati usati sulle maglie, quel clima da calcio di primo livello, devono essere messi da parte. C'è erba da mordere e terreno da ingoiare: Udinese, Siena, Catania, Juventus e Lazio devono travestirsi da Bayern Monaco, Chelsea, Barcellona e Real Madrid. Tutte quelle grandissime d'Europa che in fondo si sognava di sfidare. È stato bello? Allora bisogna ritornarci in questa Champions League, e per farlo l'obbligo è ripartire subito. Perché non solo non c'è tempo, ma le sfide più delicate della stagione sono tutte in sequenza (Catania a parte, che di certo non è da trascurare).

Non vale la stanchezza, e nemmeno la delusione. Tanto vale rimettersi subito al lavoro: per non pensarci, per non sentire più il peso di un'eliminazione non clamorosa, ma che brucia. Fa male perché c'era quel 3-1 all'attivo che, obiettivamente, poteva essere sfruttato meglio. E la serataccia di Londra ha il sapore amaro perché un po' tutti, in città, ci avevano fatto la bocca. Forse anche i calciatori azzurri. Chelsea stanco, Chelsea bollito: macché. Il Napoli ha trovato una squadra paurosa che ha fatto fatica ad arginare. E si è visto. Incassato questo conto salato, e portata a casa una delusione che però è anche un insegnamento, la truppa di Mazzarri si è rimessa subito al lavoro.

Le gambe erano pesanti, praticamente non si è dormito: e l'appuntamento a Castelvolturno è stato poco più che un pretesto per guardarsi subito in faccia e ripartire, tutti assieme. C'è la consapevolezza che bisogna cominciare tutto daccapo. Il tempo è poco, ma forse è un bene: al Napoli piace correre a perdifiato, senza sosta, senza contare i respiri. Ora è il momento giusto per la riscossa: la tifoseria, nonostante tutto, l'ha presa bene. Al 'Friuli' bisogna vincere per dimenticare Londra e il rammarico di quel Benfica che forse era alla portata di questo Napoli. E di aquile volare, tanto, se ne vedranno anche all'Olimpico. Mercoledì la Coppa sarà diversa, ma il profumo di un trofeo alzato al cielo dopo 22 anni deve essere il miglior stimolo per tenere in piedi una stagione fin qui esaltante.

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