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Palermomania: Contro il 'tiro al Sirigu'

foto internet
17:04 del 06 settembre
Di:
Daniele
Valenti
 

Sapete qual è il punto forte di Sirigu? No, non l'ultimo ritrovato in materia di 'paratologia'. Lui ha quello che hanno avuto tutti i grandi portieri del passato: è glaciale, come se l'acqua lo bagnasse e il vento lo asciugasse senza che lui se ne accorga. Lo scorso anno, alla vigilia di Lazio-Palermo, quando Zenga gli disse che avrebbe esordito in serie A, Walterino si strinse nelle spalle, limitandosi a un 'ok mister, non c'è problema'. L'indomani fu il migliore in campo. E vai di titoloni, dalla stampa locale e nazionale.

Anche in questi giorni i titoloni marchiani si sprecano. In Estonia-Italia Sirigu ha sbagliato, non ci sono dubbi. Lo ha ammesso lui stesso a fine gara, rimproverandosi di non aver fatto meglio in occasione del gol di quel carneade estone di cui probabilmente non sentiremo più parlare. Eppure non è stata una paperaccia da tramandare ai posteri: un missile scagliato su un terreno insidioso che per di più ha cambiato traiettoria all'ultimo momento. Certo, il numero 23 avrebbe dovuto respingere meno goffamente e non verso il centro, ma ormai è andata.

Un errorino veniale. Che gli è costato un 'killeraggio' mediatico senza precedenti. Sky, a caldo, gli ha affibbiato un triste 4,5, i quotidiani sportivi più importanti non l'hanno certo beatificato, anzi lo hanno proprio bastonato. E il plebiscito bulgaro per Viviano ha tratti esilaranti, come se il portiere del Bologna fosse il miglior Buffon, già scafato e abituato alle migliori platee internazionali. In termini di valore assoluto, non c'è grande differenza tra i due. Sirigu è più veloce ed esplosivo, Viviano più tecnico; in altre parole, si tratta di scegliere tra Manuela Arcuri e Sabrina Ferilli.

Prandelli ha spiegato di aver preferito Sirigu per la sua tranquillità. Una scelta di testa, perché il ruolo del portiere è il più delicato, appeso a sottili fili psicologici che si spezzano per un'inezia. Bocciarlo per una mini-papera sarebbe un errore marchiano del ct. Se il nuovo selezionatore azzurro vuole rifondare la Nazionale, deve ripartire proprio dalla testa, dalla mentalità. E non può esautorare un portiere solo perché non è stato perfetto. Qualora lo facesse, cominceremmo a pensare a nefande dietrologie. Non è che qualcuno vuole spingere in Nazionale i portieri dei grandi club? No, non vogliamo pensarlo. Vedrete che il killeraggio mediatico a Sirigu è stata solo una raffica a salve. Speriamo.


Daniele Valenti

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