Altre notizie

Palermomania: Soldi spesi male, ma la B no

18:30 del 18 gennaio
Di:
Daniele
Valenti
 

Quando leggiamo - perché lo leggiamo - che Zamparini non spende per il Palermo e anzi intasca i soldi delle cessioni, ci si allunga naturale sul volto un sorriso. È una dietrologia eccessiva nonché sbagliata alla base: si dica, piuttosto, che si è speso male. La scorsa estate è volata via puntando su una difesa a tre senza arte né parte, salvo poi convertirsi a un 4-4-2 che richiedeva nuovi interpreti. Scovati soltanto all'ultimo giorno di mercato. Ecco perché Barreto è stato pagato 5,3 milioni o Della Rocca 3,5 per la metà. Il Palermo i soldi li ha spesi eccome, probabilmente non al meglio. Dopo tanti anni di scelte azzeccate, qualche mese di buio può essere ammesso.

Sono i risultati, adesso, che rivestono di grassetto quegli errori. E il Palermo sta investendo sul mercato per cercare di raffazzonare una squadra costruita male. Sono arrivati Vazquez e Mehmeti, la metà di Viviano è stata valutata cinque milioni di euro e oggi Donati si è unito ai nuovi compagni. Non è finita: secondo le solite, silenziose voci di corridoio, Zamparini avrebbe dato mandato a Cattani di trovare un centrocampista di qualità, anche a costo di spendere tanto. La dicitura 'regista' sarebbe troppo: di quei fantastici interpreti, purtroppo, il calcio si è svuotato.

Perché il Palermo di oggi non funziona rispetto a quello della scorsa stagione? Pastore era un fenomeno a nascondere le lacune del centrocampo, non è stato scovato un surrogato di Nocerino - facile a dirsi - e Pisano ha altre caratteristiche rispetto a Cassani, col corollario che Migliaccio è costretto a giocare molti più palloni, andando in difficoltà. Tutti motivi per i quali Bacinovic qualche mese fa sembrava un cucitore di gioco e adesso si impantana nelle sabbie mobili di un centrocampo volenteroso ma povero di idee.

Il Palermo viene da due mesi di imbarazzante impasse, con qualche cassandra che teorizza lo sprofondo in serie B. Una depressione figlia del fantasma-Sampdoria, ma soprattutto del fatto che il Palermo non ha mai lottato per la salvezza, a differenza di club ben più titolati, come Fiorentina, Roma o Lazio. Fa male dimenarsi per sopravvivere, ma se è successo a loro poteva succedere anche al Palermo. In ogni caso, la serie B è solo un fantasma. E per un fantasma non vale la pena lasciarsi cogliere dall'isteria collettiva.

Commenta la notizia

Se sei un utente registrato devi prima FARE IL LOGIN
Se sei un nuovo utente, REGISTRATI QUI
Oppure utilizza Facebook Connect
Facebook Connect
Cos'è?


12:26 del 19 gennaio   scritto da PinkPanther
 
 
 
Ci può stare che certe somme vengano spese male, non credo che esistano società esenti da simili errori (Juventus docet). Ma quello che personalmente mi preoccupa è l'intera gestione finanziaria della società, laddove si pubblicizzi una (condivisibile) strategia incentrata sulla valorizzazione del proprio parco giocatori e di contro si proceda a dismissioni affrettate e poco remunerative. Per quanto rappresenti un errore, ci può stare di strapagare l'acquisto di un Barreto o di un Viviano, a patto di non cedere QUATTRO giocatori in odor di nazionale, affermati e in pieno vigore fisico, per complessivi 6,6 milioni (Sirigu 3,9, Cassani 2, Bovo 0,2, Nocerino 0,5!) a quasi un quarto del loro effettivo valore. Insomma, che credibilità dimostra una qualunque società che lamenta in continuazione l'esiguità dei ritorni economici e poi svende i propri prodotti? E così continuando, quale ispirazione divina (o quale ripicca) ha consigliato di cedere per una contropartita irrisoria il terzo portiere della nazionale a fronte della sua richiesta di aumento dell'ingaggio salvo poi correre a prendere un altro portiere reduce da un gravissimo infortunio e pagargli lo stesso ingaggio chiesto da Sirigu? Che scelta tecnica giustifica cedere un Kasami di venti anni ad un terzo della cifra spesa appena l'anno prima (minusvalenza bella e buona!) e sostituirlo con uno Zahavi di quattro anni più vecchio? Lasciamo perdere il lato tecnico (anch’esso opinabile visto che Kasami gioca in Premier League con una certa regolarità e l’israeliano ancora deve dimostrare il suo valore) ma quale progettazione finanziaria presiede una simile operazione? O, peggio, dov’è la logica? Si potrebbe continuare all’infinito non dimenticando, ad esempio, i 600.000 euro pagati a Tzorvas per starsene seduto in tribuna o i cinque milioni spesi a gennaio 2011 per un attaccante (Gonzales) poi scartato in estate o gli undici milioni di retribuzione, pesanti come macigni, alle decine di giocatori in prestito o in comproprietà sparsi per il mondo, conseguenza della costante (ed esagerata) ricerca del nuovo astro nascente. Come dimenticare le miriadi di sconosciuti acquistati a peso d’oro e spacciati dalla dirigenza come futuri fuoriclasse (due nomi su tutti: Munoz, Joao Pedro) quando un Prestia a costo zero rimane ancora ai margini della prima squadra? In conclusione, forse c’è qualcosa che mi spaventa di più dei risultati negativi o della retrocessione: la paura che la cronica assenza di qualunque strategia e di un minimo di programmazione (alla faccia di quanto contrariamente sbandierato) stia alla fine portando a perdere quell’entusiasmo e quella voglia che avevano finora sospinto questo ciclo zampariniano. Il tutto – ahimè – senza riuscire a sfuggire all’anonimato che ancora inquina la nostra storia. Un saluto, Daniele.
Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname collegato alla sua registrazione e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Calcioinfinito srl manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.