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Violamania: Recuperare 'fiorentinità'

Di:
Luca
Cellini
 
16 aprile alle 12:17

Fra gli obiettivi che ha in programma la società viola in vista della prossima stagione, secondo le dichiarazioni rese nei giorni scorsi da Eugenio Giani, membro invitato ai consigli d'amministrazione, vi sarebbe un recupero della 'fiorentinità', a cominciare dall'interno, con l'inserimento in organigramma di figure che abbiano un passato da giocatori gigliati (non a caso si parla con insistenza di Lele Oriali per il ruolo di d.g.). Sembra praticamente impossibile, ahimé, che possa entrare Giancarlo Antognoni, su cui inevitabilmente pesano ancora le dichiarazioni rese da quest'ultimo all'avvento degli imprenditori marchigiani a Firenze, quasi dieci anni fa. Tuttavia si spera che davvero, finalmente, si possa inserire in dirigenza figure che in passato hanno fatto la storia calcistica della Fiorentina.

In questo senso mi ha molto colpito in positivo l'idea che ha adottato per i propri 'camp' estivi la Settignanese, società dilettantistica fiorentina che ha nel direttore generale Maurizio Romei una delle figure di riferimento. Infatti per la prossima scuola calcio estiva il club ha assunto come istruttori autentiche 'leggende' della storia della Fiorentina: Gianmatteo Mareggini, Mario Faccenda, Roberto Galbiati Alessio Tendi ed Enrico Chiesa. L'idea, estremamente giusta, è quella di far sì che da una parte i bambini vengano attratti da personaggi che magari hanno visto fino ad oggi semplicemente 'in figurina', e che quest'ultimi d'altra parte, non solo con la loro preparazione ma anche con i loro aneddoti e la loro esperienza, invoglino i giovani praticanti a perseguire con passione il sogno di diventare calciatori 'veri'.

Nella Fiorentina, quasi per timore di una continuità storica con il vecchio club fallito, che portasse a conseguenze economiche altrettante negative, per tanti anni gli ex viola sono stati visti come dei nemici, quasi dei fantasmi da scacciare, più che da accogliere a braccia aperte, come ad esempio fa il Milan, che non a caso cura in maniera maniacale i rapporti con chi 'sveste' la maglia rossonera. La cultura del passato è fondamentale in qualunque campo, e porta benefici sia nel presente che nel futuro. Qualcosa negli ultimi anni è stato fatto, ad esempio con le iniziative del Museo del calcio della Fiorentina, o con celebrazioni di imprese passate come la mitica vittoria della Coppa delle Coppe, ricordata con i suoi campioni nell'ultima giornata casalinga del passato torneo.

Lo stesso Delio Rossi ha ricordato ciò che accadeva al Torino fino a qualche anno fa: tutti i giocatori, dai più piccoli alla prima squadra, si cambiavano in un unico locale prima degli allenamenti, attraversato da un corridoio fatto di porte a salire, in modo che il percorso di crescita da una squadra all'altra fosse espresso anche da questo 'cammino ascensionale' di porta in porta, fino alla formazione maggiore. Il senso di appartenenza, in una piazza come Firenze, passionale e sempre legata al passato, è da recuperare a 360 gradi, e tutto ciò serve alla Fiorentina per creare quella spinta propulsiva ulteriore che può fare tremendamente la differenza in vista di un futuro che deve essere all'insegna del rilancio, sotto ogni punto di vista.

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