Evasioni di campo

Zazzaroni: Juventus Stadium

21:16 del 26 gennaio

di Ivan Zazzaroni
(zazza.blog.deejay.it)

Lo stadio pieno e caldo anche per un quarto di Coppa Italia, e non c’erano figuranti, né i cartonati di Trieste. L’inno furbissimo e appassionato di Paolo Belli cantato senza alcun imbarazzo da vecchi e giovani, uomini e donne, e bambini (il futuro fatto in casa). Le immagini dell’Avvocato e i cori (per lui) della curva che dall’8 settembre scorso ha smesso di essere curva soltanto fisicamente. Riuscita – poiché a lungo studiata – la fusione di emozioni, suggestioni, memoria, cinismo e risultati (il benedetto maledetto imprescindibile profitto). Sul campo la prevalenza della forza di Chiellini e Borriello, della corsa di Lichtsteiner, Giaccherini e Estigarribia, della freschezza di Marrone e del genio di Pirlo e Alex74.

Non ancora la favola assoluta, ma ci siamo vicini. Di sicuro la favola di una serata solo apparentemente di secondo piano.Questa Juve sembra appartenere a un altro mondo, a un calcio che non è quello italiano; un calcio nel quale niente si trascura e tutto funziona alla perfezione, perfino il rapporto tra la società e la sua gente che in fondo è il più importante: avete presente i vuoti di Milano, Roma, Firenze, Genova, Bologna, Verona, Udine, Cagliari? – ripeto ciò che ho scritto su twitter poco prima dell’inizio di Juve-Roma: «Altri nove impianti come lo Juventus Stadium e la Serie A torna a essere il campionato più bello del mondo: è il teatro che fa lo spettacolo».

Nella favola Juve non ci sono principi, né Biancaneve. Qualche strega, ci sta, e numerosi cenerentoli occasionali. Dico Barzagli, Bonucci e Pepe, ma anche Pirlo, Vucinic, Buffon, Chiellini e Marchisio, tutti usciti con le ossa rotte dall’ultima stagione. Conte li ha restituiti al loro valore esaltando il superlavoro e la disponibilità al sacrificio: sapeva di trovare terreno fertile e ha seminato bene. Del resto – da allenatore – ha fatto le serali (Arezzo, Bari, Siena) dove ha capito che soltanto riuscendo ad abbinare la qualità all’energia della corsa avrebbe ottenuto la squadra perfetta. Sacrificio, impegno, rinuncia. Termini dei quali spesso si abusa ma che Conte ha il diritto di pronunciare. Del resto a qualcosa anche lui ha rinunciato: ai top che la società non poteva e non può permettersi. A Aguero, a Tevez. Gente forte, rapace.

Molti si domandano se la favola Juve finirà presto o se al contrario durerà almeno fino a maggio. Conte sta facendo il possibile per evitare pause e interruzioni, conclusioni rapide. Anche per questo ha chiesto un giocatore per reparto («in difesa e a centrocampo siamo numericamente in pochi, in avanti avevamo di bisogno di un alternativa a Matri»), ha fatto i nomi di Borriello – proprio perché l’Apache era inavvicinabile – Nainggolan, Behrami. Gli hanno proposto anche Guarin, Pizarro, Palombo. Lui li preferirebbe già pronti all’uso, solo da mettere a regime. Perché non ha tempo, né obiettivi, da abbandonare per strada. La “bolgia” non glielo perdonerebbe.

Dimenticavo Del Piero, il cui unico torto non è avere trentasette anni, quasi trentotto, ma quello di aver sbagliato squadra: nella Juve di Conte il piede e il cervello vengono dopo i polmoni e le gambe. Nella Juve di Conte di genio ne basta uno. Due, nelle occasioni mondane.

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17:13 del 02 febbraio   scritto da sirter
 
 
 
Mah guardi riguardo agli stadi e alle belle favole preferisco il parere degli inglesi che poi sono quelli che hanno inventato il giuoco del calcio ( http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/11/San_Siro_secondo_stadio_piu_co_7_0908111210.shtml ): «La prima volta che entri al Meazza non puoi non trattenere il fiato», dice il quotidiano. Quando di notte si illumina, «San Siro sembra una nave spaziale atterrata nella periferia milanese». Tanto è affascinante, da venire accostato alla Death Star, l' astronave di Guerre Stellari. All' interno, le tribune si alzano «come scogliere». Conclusione: «Un posto favoloso per guardare il calcio». p.s: e gli inglesi se ne intendono di calcio a differenza di molti italiani che scambiano i palazzetti dello sport per grandi stadi...
17:00 del 27 gennaio   scritto da neuromante182
 
 
 
@EL PAIASSO DA TREVISO, TANTE BESTEME MA SEMPRE COL SORISO: sei simpatico come un palo (d'acciaio) nel deretano. Come sei abituato tu da anni.
17:00 del 27 gennaio   scritto da TheTimes: A. Moratti IMBROGLIONE!...
 
 
 
@EL PAIASSO DA TREVISO, TANTE BESTEME MA SEMPRE COL SORISO: rosica piangina, rosica...
15:49 del 27 gennaio   scritto da riverbero
 
 
 
@EL PAIASSO DA TREVISO, TANTE BESTEME MA SEMPRE COL SORISO: io invece, credo che dovremmo stare attenti alle teste di legno....
15:46 del 27 gennaio   scritto da riverbero
 
 
 
@redmarco: no no, juventini e milanesi non sanno tifare, lo sanno fare gli interisti il bel tifo gettando gli scooter dalle gradinate
12:37 del 27 gennaio   scritto da redmarco
 
 
 
non esageriamo adesso. Bello, bellissimo lo stadio...ma che significa vuoti di Roma di Milano ecc...caro Zaz, vieni all'Olimpico così ti risparmi i soldi della permanente!!!Con tutto rispetto, Juventini e milanesi sanno pure tifare? ah ah ah
12:31 del 27 gennaio   scritto da whitepen
 
 
 
Incredibile! Sono quasi del tutto d'accordo con il Ballerino, soltanto noto la solita denigrazione: "E' il teatro che fa lo spettacolo". No, caro mio, un teatro, anche se stupendo, senza degni attori non è NULLA! Proprio come quei giornali, anche i più gloriosi, senza grandi giornalisti sono solo carta straccia!
12:28 del 27 gennaio   scritto da whitepen
 
 
 
@EL PAIASSO DA TREVISO, TANTE BESTEME MA SEMPRE COL SORISO: Hai detto bene: occhio alle nostre palle d'acciaio!
10:37 del 27 gennaio   scritto da EL PAIASSO DA TREVISO, TANTE BEST...
 
8
 
 
occhio all'acciaio
23:16 del 26 gennaio   scritto da cabezon
 
 
 
Ben detto Zazz.
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