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Zazzaroni: la Giustizia Emotiva

06 agosto alle 14:35

 

di Ivan Zazzaroni, su http://zazza.blog.deejay.it/
 
Com’è possibile passare in meno di ventiquattr’ore – e in assenza di nuovi elementi – da un patteggiamento di 3 mesi più 200mila euro alla richiesta di 15 mesi di stop?
 
O era sbagliato il primo, o è folle la seconda. Di solito il patteggiamento riduce la pena della metà o giù di lì e sappiamo tutti che per un’omessa denuncia il minimo è sei mesi (nel caso di Conte si parla di due). Ma allora, rigettato l’accordo dalla Disciplinare, perché mai Palazzi ha formulato una richiesta che quintuplica la punizione sommando in qualche modo i sei mesi della prima omissione ai sei della seconda con l’aggiunta di tre (44 gatti in fila per sei…)?
 
Siamo di nuovo alle prese con la Giustizia Emotiva? Già sei anni fa la rapidità imposta dalle scadenze del campionato e le tensioni e confusioni del momento portarono a sentenze in seguito dimostratesi più che discutibili.
 
Sono convinto che la Figc in questa caso non c’entri – nessun condizionamento, dunque – anche perché il procuratore gode di un’autonomia illimitata, la stessa garantita al giudice sportivo Tosel: il problema, ora, è ottenere la risposta alla domanda iniziale.
 
Un errore Palazzi l’ha certamente commesso: o patteggiando una miseria o, in un secondo tempo, inseguendo sommariamente la congruità perduta.
 
Una previsione? Questa brutta storia si chiuderà con 6, 7 mesi di squalifica. Ma la discussione sulla “qualità” della GS non si fermerà e il clima del nostro calcio non perderà quel senso di irrespirabilità che l’accompagna dal 2006.
 

(http://zazza.blog.deejay.it/)

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