Leccemania

Leccemania: Il mercato degli ignoranti

Foto Getty Images\New Press
16:51 del 02 febbraio
Di:
Stefano
Meo
 

Sei nuovi arrivi, sei cessioni. L'ultimo tentativo di raddrizzare la baracca è passato dal mercato di riparazione, dove il diesse Carlo Osti ha operato al meglio delle sue possibilità e ha consegnato a Serse Cosmi nuovo materiale su cui lavorare. Una società in autogestione che non investe, mancanza di liquidità e trattative basate unicamente sul prestito: questa la base sulla quale ha dovuto lavorare Osti, e che ha portato in giallorosso elementi collaudati come Delvecchio, Blasi e Miglionico, giocatori ancora in cerca di un posto al sole - Bojinov - e giovani di belle speranze come Seferovic e Di Matteo. Tutti hanno in comune la 'sana ignoranza' predicata, voluta e cercata da Cosmi stesso. Suoi ex giocatori contattati anche personalmente, ma anche e soprattutto gente che ha 'fame' di calcio importante, e con la quale si dovrà tentare l'impossibile.

Non si poteva fare altrimenti. Non si poteva fare meglio e di più anche per quanto riguarda le partenze: rimane l'amaro in bocca per la cessione 'gratis et amore dei' di Mesbah al Milan, ma è stato impossibile trattenere Olivera, ad esempio, il quale pretendeva a giusta ragione garanzie future che nessuno poteva dargli. Stesso discorso per Bergougnoux, oggetto misterioso 'made in France' che non aveva praticamente mercato, mentre Ferrario è stato usato come merce di scambio per arrivare a Blasi. Per quanto riguarda Strasser, invece, un incidente di gioco gli ha fatto concludere anzitempo la stagione ed il Milan lo ha richiamato alla base.

E’ mancato il botto finale, questo è vero, ma è un bel problema convincere qualcuno a giocare per una squadra seriamente candidata alla serie B, senza una società alle spalle priva di qualsiasi progetto, e senza possibilità di un serio guadagno. Si spiega così il 'no grazie' di Grosso, che ha preferito continuare a fare il pensionato alla Juventus invece di rimboccarsi le maniche e scommettere sulla salvezza del Lecce, o il mancato acquisto del laziale Kozak, che lì davanti sarebbe servito eccome. E allora il voto finale al mercato giallorosso non va oltre la sufficienza, in ragione delle considerazioni di cui sopra, e va anche bene così sperando che la crisi societaria e lo stato di precarietà generale avvertito in massima parte dalla squadra siano giunti ai titoli di coda come si vocifera in questi giorni. Giovanni Semeraro se lo augura, i tifosi che lo contestano anche.

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