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  • Milanmania: una trattativa senza logica. Ecco tutto quello che non torna

    Milanmania: una trattativa senza logica. Ecco tutto quello che non torna

    • Luca Serafini
    In una trattativa che prevede la cessione di quote di un'azienda importante, con trasferimento di capitali ingenti da una parte all'altra del mondo, ci sono aspetti che possono apparire marginali e che invece a saperli analizzare diventano molto significativi. Se l'azienda è la società di calcio Milan, non si può trascurare l'impatto mediatico ondivago del suo Presidente, mai assuefatto al linguaggio politichese e anzi sempre più avvezzo a dichiarazioni ad effetto e cambi di rotta drastici, dalla sera alla mattina. 

    Quello che dovrebbe contraddistinguere i protagonisti di una trattativa così complessa e che cattura l'attenzione del globo, per gli aspetti sportivi e finanziari che la caratterizzano, è la discrezione. Non servono comunicati stampa di sorta, anzitutto, per quanto vaghi e privi di un qualsiasi contenuto. Non servono dichiarazioni ridondanti, a meno che siano frutto di una strategia sottile, di una tattica minuziosa con un obiettivo mirato. In quanto leggiamo e ascoltiamo in questi giorni, comprese le smentite e gli scenari descritti dai media satranieri, non c'è nulla di tutto questo. Berlusconi dice di voler cedere la maggioranza (a un prezzo completamente fuori mercato, ma questa potrebbe essere abilità), senza chiarire bene chi siano i suoi attuali reali interlocutori, imponendo loro comunque e in pubblico alcune clausole francamente inaccettabili: mi dovete tenere presidente per 3 anni, dovete investire un'altra montagna di soldi nel mercato, il mercato quest'anno lo faccio io, eccetera.

    Berlusconi non è Moratti, non sta a cuccia all'ombra salvo chiacchierare al bar con i giornalisti un giorno sì e l'altro pure: è invasivo e potente. Vediamo se c'è davvero qualcuno disposto a spendere 700 milioni per il 70% di una società che per patrimonio immobile e valore di mercato (marchi e fatturato) non arriva ragionevolmente a valerne tanti nemmeno per il 100%. Vedremo se c'è davvero qualcuno disposto a spendere così tanto continuando a farsi comandare dal vecchio proprietario. Vedremo se c'è qualcuno disposto a spendere tanto con la clausola di dover investire altrettanto per il mercato. Vedremo se c'è qualcuno disposto a spendere tanto facendo spendere i suoi soldi ancora a Berlusconi e non in prima persona. Quando Berlusconi faceva il mercato, si faceva consegnare la lista dei primi 10 classificati al "Pallone d'oro". Quel tempo è finito ed è finito anche tutto il resto: per non saperlo e accettare tutte le sue condizioni, i nuovi ricchi compratori dovrebbero essere molto sprovveduti. Oppure comprano e poi lo congedano insieme con le sue clausole. O, infine, sono soltanto e semplicemente interessati a spostare capitali da Oriente a Occidente, ma questo è tutto un altro discorso. 

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