Oggi non è un giorno come un altro in casa Genoa. Tra il ricordo del passato e nuove speranze per il futuro, il Grifone vive il compleanno forse più contraddittorio della sua lunga storia.

Da una parte si festeggia, giustamente, il 124° anniversario della società più antica d'Italia, fondata il 7 settembre 1893 da un gruppo di inglesi di stanza nel capoluogo ligure, appassionati di cricket e football. Una società destinata nel primo quarto di secolo del Novecento a dominare la scena di quel nuovo passatempo importato dai britannici che ben presto farà impazzire gli italiani.

Dall'altra si attende con trepidazione ciò che in queste stesse ore sta accadendo a Milano, dove Enrico Preziosi e Giulio Gallazzi stanno discutendo sulla trattativa che potrebbe portare ad una svolta storica per l'avvenire del club rossoblù.

Sospesi in una dimensione impalpabile fatta di memorie e i sogni, i sostenitori del Vecchio Balordo rievocano antichi trionfi, anelando di poterli ripetere un giorno. Magari con un presidente diverso da quello che negli ultimi dodici anni ha comunque riportato il Genoa in pianta stabile tra le più importanti realtà calcistiche nazionali, dando stabilità e permettendo a campioni di livello mondiale di esibirsi davanti ad un pubblico prima di lui abituato per decenni a dondolare perennemente tra inferno e paradiso.

Forse non si deciderà oggi il futuro del Grifone, anzi probabilmente servirà qualche altro giorno affinché Gallazzi e Preziosi giungano ad un accordo, sempre che questo arrivi. Di certo, però, difficilmente i tifosi rossoblù scorderanno questo strano compleanno. Il 124° della loro amata società e magari anche il primo giorno di una nuova storia.