Il patron della Fiorentina Andrea Della Valle ha provato a minimizzare domenica scorsa, dopo la sfida contro il Bologna: 'Non mi è piaciuto l'atteggiamento arbitrale... Forse il direttore di gara ha subito un po' la pressione dei nostri tifosi, sempre più vicini al campo, e quindi ad un certo punto è andato un po' in confusione'. In realtà ora che le telecamere non riescono a nascondere niente, e le regie delle tv satellitari sanno che in tribuna autorità c'è il 'fratello rock' dei due Della Valle, quell'Andrea così definito proprio dal maggiore Diego, si è visto chiaramente come l'azionista di riferimento gigliato abbia preso tutt'altro che bene la direzione di gara del signor Orsato di Schio.

E se, come detto, Adv ci è andato in punta di fioretto con le giacchette nere, non così è accaduto la settimana scorsa con l'amministratore delegato Sandro Mencucci, che giudicando la direzione di gara di Giannoccaro a San Siro aveva detto: 'Non è nello stile della Fiorentina alzare la voce, ma non siamo né ciechi né scemi davanti a certe cose', alludendo ad esempio alla mancata espulsione di Samuel. Manuel Pasqual poi aveva aggiunto, in un'intervista al Tg3 regionale: 'Siamo stati penalizzati a livello arbitrale contro l'Inter'. La stampa nazionale intanto tace sui torti che vengono reclamati in casa Fiorentina, perché non sono clamorosi, e soprattutto perché, come accade sempre nel calcio, la squadra viola non è una big, quindi scarsamente dotata di cassa di risonanza mediatica.
 
Certo è che gli arbitraggi ultimamente sono stati tutt'altro che equilibrati con la banda guidata da Vincenzo Montella. Nell'ordine: prima Tagliavento contro la Juventus ci ha messo oltre un'ora ad ammonire il primo bianconero, nonostante i falli ripetuti del duo Chiellini-Vidal, specie su Jovetic; poi Giannoccaro, sul risultato ancora di 1-0 per l'Inter, non ha espulso Samuel, per poi invece allontanare subito dopo Gonzalo Rodriguez; e infine contro il Bologna Orsato, apparso fuori forma, non ha cacciato Natali, che ha fatto sentire tutto il proprio corpo e i propri tacchetti, ripetutamente, sul talento montenegrino.
 
Nessuno lo dice ad alta voce, ma nelle segrete stanze di viale Manfredo Fanti c'è la netta sensazione che, da quando i Della Valle sono tornati a pieno regime ad interessarsi della propria creatura calcistica, dall'alto provenga quasi un certo fastidio per questo. Una squadra viola che invece di essere tutelata nella sua rincorsa alle big del campionato è affossata non attraverso torti clamorosi, ma con una chirurgica strategia penalizzatoria. Non siamo ancora ai 'dossier' contro gli arbitri, ma dopo sette turni la Fiorentina può recriminare sul fatto che, nelle gare che l'hanno vista scendere in campo, siano stati usati i proverbiali 'due pesi e due misure'.
 
Rispetto ai falli commessi, ad esempio, che sono quasi 100 in totale, c'è un dato che parla chiaro: viene comminato un giallo ai giocatori gigliati ogni quattro fischi arbitrali, mentre al contrario un'ammonizione agli avversari della Fiorentina ogni sei falli subiti. Proprio le ammonizioni in sequenza ai danni di Pizarro, Jovetic e Roncaglia hanno fatto spesso sbottare la panchina viola. Vincenzo Montella per adesso, come il suo patron, ha glissato spesso sugli arbitri, ma ha chiesto ai propri dirigenti di alzare la voce nelle prossime riunioni di Lega, per non far passare la Fiorentina come vittima silente della squadra guidata dal designatore Braschi.