Un'intervista fiume, in pieno stile Massimo Ferrero. Il presidente della Sampdoria si concede ai microfoni di Primocanale, per una conversazione a 360° sul mondo blucerchiato.

I temi toccati sono praticamente tutti quelli d'attualità per quanto riguarda il passato recente, il presente e il futuro doriano. A partire, ovviamente, dal destino del chiacchieratissimo Giampaolo: "Mi aspetto un derby gioioso, una partita di calcio importante, un grande spettacolo. Sono molto felice delle scelte che ho fatto nella mia vita, anche quando si sono rivelate delle cavolate. Per Giampaolo ho ponderato molto la scelta. Non è in discussione. Non lo è mai stato. Giampaolo ama la Sampdoria e quando l'ho scelto sapevo che avrebbe avuto bisogno di tempo: dobbiamo darglielo. La nostra classifica è bugiarda. Mi rivolgo a Arnuzzo (in studio, n.d.r.) che è un monumento della Samp, e gli chiedo: se avessimo 4 punti in più mi avreste chiesto se Giampaolo fosse in discussione?

Io non faccio l'allenatore. Questo è il mio quarto allenatore. Vi voglio ricordare Mihajlovic, Zenga e poi quello che credevo un professore del calcio, che ho preso facendo un grande sacrificio perché voluto dai tifosi. L'ho accontentato: Ranocchia l'ha voluto lui. Attualmente noi abbiamo due e forse tre persone per reparto - riporta Sampdorianews.net-. E poi abbiamo Giampaolo che finalmente è quello che io ho scelto e voluto. I miei allenatori sanno che se mi chiedono io cerco di dare".

Si parla poi anche dei giocatori: "La cessione di Correa? Si è messo a piangere perché voleva andare via: i tifosi hanno ragione a criticare ma molte cose non le sanno! I tifosi devono sapere che la domenica io soffro più di loro. Eder ha chiesto di andare via. Per trattenerlo abbiamo anche proposto un adeguamento di contratto importante che la Sampdoria quasi avrebbe fatto fatica a pagare, ma non c'è stato nulla da fare. Questa è la verità, e vi assicuro che personalmente a volte io coloro le dichiarazioni, ma dico sempre la verità. Cassano? Io ho molta stima del Cassano come giocatore, nessuno lo ha emarginato. Sono state fatte delle scelte tecniche. Vorrei ricordare che sono stato io a riportarlo alla Samp".

Inevitabile, arriva anche la domanda sulla possibile cessione della Sampdoria. Qui Ferrero si fa serio, e risponde piccato: "La mia Sampdoria non ha prezzo e non è in vendita. Le fidejussioni di Garrone, ma cosa dite? Ma di cosa parlate? Ma chi è che ha regalato la Samp? A me non ha regalato niente nessuno, e sto pagando il marchio a Banca Intesa: ho dilazionato i pagamenti e presto questa storia sarà liquidata. Mi sono accollato una società che perdeva soldi. Col mio lavoro e col mio essere presidente operaio ho fatto aumentare il fatturato e capitalizzato la società. Abbiamo pagato i nostri giocatori, e ne abbiamo di proprietà. Si deve sapere una volta per tutte! Ripeto, nessuno mi ha mai regalato nulla! Smettetela di dire che non ho pagato la Sampdoria. Ma i 26 milioni del marchio, chi li ha pagati, secondo voi?

Monumento a Garrone che ha messo cifre blu e ha fatto del bene a questa città, altro che criticarlo. Ci ha rimesso almeno 330 milioni. Io sono grato alla famiglia Garrone, ma non mi ha regalato nulla. Però non dovete toccarmela. Io sono così: aldilà della Sampdoria voglio dirle che se voglio bene a qualcuno, non me lo devono criticare: per me e la famiglia Garrone è cosi!"

In chisura, Ferrero si espone anche sul suo collaboratore, l'avvocato Romei: "Romei è un mio collaboratore e aiuta la Sampdoria. E nelle società è bene che ci siano persone competenti che fuori dal campo ti tutelano e lavorano per la tua sicurezza, mia e dei giocatori" conclude il presidente blucerchiato.