Un'accusa gratuita, una polemica infondata. La Gazzetta dello Sport oggi in edicola ha riportato in maniera errata quanto detto ieri da Carlo Pallavicino, agente di Goran Pandev, a Radio CRC, trasformando un semplice commento in un'accusa a Rafa Benitez. Questo quanto riportato: "L'arrivo di Benitez al posto di Mazzarri ha penalizzato Pandev, che è finito ai margini e ha giocato un pò sottotono. Il tecnico spagnolo non è idoneo al campionato italiano: è un fine tecnico, ma non sa dare alla squadra anima e spirito di gruppo".

Questo invece quanto realmente detto: "Ho l'impressione che Benitez sia uno straordinario allenatore ma sia un allenatore da piazza Champions, da piazza ormai dove la realtà è una realtà per cui oggi arriva questo, domani arriva quell'altro, e quindi vivi a determinati budget e determinate dimensioni. Napoli deve nascere sempre da un gruppo di giocatori che si trovano insieme, creano un'alchimia e in quel modo vanno a sfidare il mondo. Oggi come oggi è difficile trovare un'anima al Napoli, un osso duro, uno scheletro, quello che erano riusciti a fare per esempio ai tempi di Bagni ovviamente con Maradona, con tutti quei giocatori di personalità e carisma che servono per poter andare a vincere. Pandev tiferà Napoli dalla Turchia e tra l'altro credo che manterrà una casa a Napoli". 

Per Goran Pandev è cominciata una nuova avventura al Galatasaray, la squadra dell'ex ct azzurro Cesare Prandelli. "Sono motivatissimo - spiega l'ex attaccante del Napoli in una intervista che sara' domani pubblicata su Il Mattino - Voglio conquistare la quarta stella, il ventesimo scudetto in Turchia". 
Pandev, protagonista del triplete con Mourinho nel 2010, ricorda la lunga esperienza in Italia, cominciata quando aveva 17 anni: "Tecnici come Delio Rossi alla Lazio, Mourinho all'Inter e Mazzarri al Napoli sono stati fondamentali per me. Ho trovato tante persone meravigliose in questi anni". E infine su Napoli: "Anni molto belli, con due coppe Italia e la Champions conquistata con Mazzarri. Sono stato bene, mi sono sempre impegnato al massimo. Perché sono andato via? E' una domanda da rivolgere non a me, ma a Benitez".