È arrivato il giorno dell'inaugurazione del nuovo stadio dell'Atletico Madrid, il Wanda Metropolitano e, con ragione, oggi a Madrid non si parla d'altro, nel bene e nel male. Per i Colchoneros è una vera e propria festa a tutti gli effetti che inizierà a partire dalle 10 di mattina fino a culminare al calcio d'inizio del match di Liga contro il fanalino di coda Malaga alle ore 20,45. La presenza dello stesso Re di Spagna, Felipe VI, dà un'idea di quanta rilevanza abbia l'inaugurazione dello "stadio migliore d'Europa" come ha detto Javier Tebas, presidente della Liga. 

TRA STORIA E SPONSOR - Il nuovo stadio, che metterà a disposizione dei tifosi 68 mila posti a sedere, deve il suo nome a un mix tra storia e strategia commerciale. Il nome Wanda è stato inserito grazie all'apporto finanziario del gruppo immobiliare cinese che porta lo stesso nome, e che permetterà all'Atletico d'incassare 100 milioni di euro nei prossimi dieci anni. Il termine Metropolitano si rifà al vecchio stadio che ospitò la squadra dei Colchoneros tra il 1923 e il 1966. Una delle prime critiche da parte dei tifosi è arrivata proprio dalla scelta del nome: a molti quel Wanda che ai meno giovani ricorda il titolo di una commedia americana degli anni ottanta, non è piaciuto proprio, ma è naturale che in tempi in cui gli sponsor fanno il bello e il cattivo tempo nel calcio, e non solo, una concessione da parte della dirigenza andava fatta, e sicuramente al calcio d'inizio ci si dimenticherà del nome e degli sfottò da parte dei cugini del Real. 

DIMENTICARE IL CALDERON - Nonostante il nuovo Metropolitano sia un vero gioiello, per molti tifosi dell'Atletico non è stato facile accettare l'addio al buon vecchio Vicente Calderon, e non solo per motivi prettamente nostalgici. Il vecchio campo, adagiato sulle rive del Manzanarre, si trovava in una zona più vicina al cuore della città rispetto al decentrato Wanda, e in questi ultimi giorni si sono ripetute a più riprese le "istruzioni" per raggiungere il nuovo centro sportivo con il trasporto pubblico. Soprattutto perché le strade che permettono l'accesso allo stadio alle automobili non sono state del tutto terminate, e se è vero che sono disponibili poco più di 3000 posti auto nel parcheggio non si può negare che siano pochi per i 68 mila spettatori di cui il Metropolitano è capace. La stessa società biancorossa ha invitato i propri tifosi a presentarsi allo stadio con due ore di anticipo rispetto all'apertura delle porte, prevista per le 19 di questa sera, un vero e proprio colpo alle abitudini spagnole di arrivare alla partita cinque minuti prima del calcio d'inizio. 

IN ATTESA DEL PRIMO GOL - Al di là delle difficoltà logistiche, è sicuro che los hinchas - i tifosi, come li chiama Simeone - dell'Atletico riempiranno lo stadio in questa prima partita ufficiale, per cui è stato prevista la mobilitazione di 1300 agenti delle forze dell'ordine. E sono già aperte le scommesse su chi segnerà il primo gol nel nuovo stadio. Se il giorno dell'inaugurazione del Vicente Calderon, il 2 ottobre del 1966, fu una vera e propria leggenda dell'Atletico ad averne l'onore, l'indimenticato Luis Aragones, il tecnico del "Ganar, ganar y ganar", la prima rete, assolutamente non ufficiale, del Wanda Metropolitano l'ha marcata Diego Simeone, che in occasione del primo allenamento dei suoi dirigendosi ai giocatori ha detto: "Il primo lo metto io," tirando poi il pallone nella porta vuota. L'attesa però è per chi segnerà la prima rete ufficiale, sperando che sia un giocatore dell'Atletico e non del Malaga a farlo. La speranza da parte di molti è che a farlo sia un altro idolo dei tifosi colchoneros, quel Fernando Torres cresciuto nella primavera della squadra e da sempre conosciuto come "El Niño". Non sarà facile, perché con ogni probabilità Torres stasera partirà dalla panchina, ma si sa, gli dei del calcio amano le sorprese. 

L'ONORE DEL CALCIO D'INIZIO - Com'era logico aspettarsi saranno moltissimi gli ospiti d'onore di questa attesa inaugurazione. Si è già detto della presenza del Re di Spagna, ma saranno molte le vecchie glorie dell'Atletico che saranno presenti questa sera. L'unico segreto finora ben custodito dal presidente Enrique Cerezo è chi darà il calcio d'inizio inaugurale. C'è chi ha suggerito che la storia si ripeta: in occasione dell'inaugurazione dello storico stadio Metropolitano, nel 1923, fu il nonno dell'attuale Re Felipe VI, Giovanni di Borbone, a darlo, ma pare difficile che il nipote faccia altrettanto. Chi avrà l'onore di farlo rimane un mistero, almeno fino alle 20,45 di questa sera.