Dentro o fuori. Spareggi mondiali. Non ci siamo solo noi in ballo. Pure altrove si trema, si sta in ansia, si fanno gli scongiuri, si pensa al dopo. In Croazia un mese fa è cambiato il ct, proprio all’ultima curva. Via Ante Cacic, dentro Zlatko Dalic, un recente passato negli Emirati Arabi ed ex viceallenatore dell’Under 21. Per capirci: è come se sulla panchina dell’Italia al posto di Ventura fosse stato chiamato Massimo Mutarelli, vice di Di Biagio. A Dalic è stato chiesto di dare un senso ad una squadra che di talento ne ha a pacchi: Mandzukic (in dubbio), Modric, Rakitic, Badelj (che non ci sarà), Perisic, Brozovic, Kalinic… Rimanere a casa sarebbe un dramma: da quando è indipendente (1998, arrivò terza in Francia) la Croazia ha toppato la qualificazione solo a Sudafrica 2010. Di fronte c’è la Grecia, squadra rognosa, con meno uomini di qualità (Manolas è squalificato) ma più tignosa (in Brasile venne eliminata agli ottavi, e solo ai rigori, dalla Costa Rica).
 
Sogna i Mondiali anche l’Irlanda del Nord, a trentadue anni di distanza dall’ultima partecipazione e con soli tre timbri (1958, quando eliminò proprio l’Italia, 1982 e appunto 1986). Ma sarà un’impresa. L’avversario da battere è la Svizzera dell’ex Lazio Vlado Petkovic, che parte favorita. Dal 2006 la Svizzera non manca ai Mondiali, miglior risultato due ottavi raggiunti (Germania 2006 e Brasile 2014), a conferma di un movimento comunque solido. L’ultima Danimarca ai Mondiali è quella di Sudafrica 2010 (uscita al 1° turno, era la squadra di Poulsen e Bendtner). Quattro anni fa, nella strada che portava in Brasile, la nazionale danese finì seconda dietro l’Italia nel girone di qualificazione, ma mancò gli spareggi tra le migliori seconde. La Danimarca se la vedrà con l’Irlanda, che manca dal 2002 (e ancora brucia lo spareggio vergognoso con cui la Francia - gol di Gallas ai supplementari, con Henry che si aggiustò il pallone con la mano - eliminò gli irlandesi guidati dal Trap e Tardelli dalla corsa a Sudafrica 2010).

Oltre oceano, quattro nazionali in corsa e due sfide: Honduras-Australia e Nuova Zelanda-Perù. L’Honduras è approdata agli spareggi grazie all’harakiri degli Usa contro Panama, ma è un percorso che dura da anni, quello de “La Bicolor”, presente alle ultime due edizioni. I “Socceroos” dell’Australia sono arrivati allo spareggio dopo aver vinto il girone e aver spareggiato con la Siria. Dal 2006 - li eliminammo agli ottavi con un rigore di Totti all’ultimo respiro, ricordate? - sono sempre presenti al Mondiale. La Nuova Zelanda ai Mondiali l’abbiamo vista solo in Spagna (1982, in porta il mitico Van Hattum) e in Sudafrica (2010), dove tra l’altro venne eliminata - nel nostro girone - dopo tre pareggi (con gli azzurri 1-1, gol di Smeltz in fuorigioco e Iaquinta su rigore). Affronterà il Perù, che si è piazzato 5° nel girone Sudamericano ed è lontano dai fasti di una squadra che - con Chumpitaz, Cubillas, Uribe, - a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80 partecipò a due Mondiali (Argentina 78 e Spagna 82). Non se la passa certo bene, il Perù, la cui vigilia a questi spareggi è stata invelenita dalla squalifica per doping del centravanti Guerrero (positivo alla cocaina). Lui si difende, dicendo di aver bevuto un tè che probabilmente era stato inquinato da foglie di coca. Sarà…