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  • Amauri:| 'Colpa mia, ora la Juve'

    Amauri:| 'Colpa mia, ora la Juve'

    Si prende tutte le responsabilità. Il peso lo divide soprattutto con Cerci, ma anche un po’ con Vargas. Amauri è mortificato. Dice che il digiuno da gol non lo spaventa, ma che in settimana, quella che porterà alla sfida contro la Juve, dovrà lavorare di più, perché nel calcio per vincere bisogna segnare. «La Fiorentina ha
    perso perché non abbiamo fatto gol - ha detto il centravanti italo brasiliano -. Abbiamo avuto tre occasioni e non le abbiamo sfruttate: tocca a noi attaccanti, dobbiamo guardare la realtà in faccia, senza nascondersi. Dobbiamo imparare ad essere più cattivi e cinici, perché così non va».

    Attaccanti nel mirino - Le sue parole sono scudisciate di quelle che restano. Anche sulla sua pelle. Lui, l’unico uomo-gol arrivato nel mercato di gennaio dopo la partenza di Gilardino e Santiago Silva, non aggira il problema. Quei 617 minuti di digiuno dal gol, messi insieme dal suo arrivo in viola, sono più che macigni. Pure il Tanque, tanto sbeffeggiato aveva fatto meglio (segnò dopo 447 minuti). «Io sfortunato? Forse, in fondo la palla è stata allontanata dalla linea di porta, non capita tutti i giorni, ma alla fine dei conti a che serve parlare di fato? Ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità, perché alla fine del primo tempo potevamo essere in vantaggio per due a zero. Pure Cerci, con quel pallonetto... Non servono i giochi di prestigio, abbiamo bisogno dei gol». E’ concreto Amauri. E pure arrabbiato quanto basta per trascinare il resto della squadra. «Ora più che mai non dobbiamo mollare: l’amarezza per la sconfitta subìta contro il Catania dovrà diventare la molla per battere la Juventus. E magari pure io riuscirò a sbloccarmi».

    Rabbia e orgoglio - Prova a farsi meno serio il centravanti arrivato proprio da Torino nell’ultima settimana di gennaio, ma l’impresa è di quelle ai limiti dell’impossibile. Il film della partita continua a scorrergli davanti. «I siciliani non hanno quasi mai tirato in porta. Hanno giocato, è vero, ma non sono stati capaci di costruire occasioni pericolose. Ecco perché ci dobbiamo rammaricare tutti, perché tutti siamo responsabili e perché tutti possiamo far in modo di ribaltare la prospettiva tornando subito alla vittoria». La sfida contro il passato, contro quella società, la Juve appunto, che dopo averlo pagato 23 milioni di euro, lo ha costretto ad allenarsi con la Primavera, è più di un richiamo per il brasiliano. Segnare il suo primo gol in viola  i bianconeri sarebbe il coronamento di un sogno: suo e di tutta Firenze. Lui assicura che non è una ossessione. «Non aver ancora fatto gol non mi pesa, ma devo sbloccarmi il prima possibile. Là davanti mi trovo bene con tutti i compagni, anche perché hanno caratteristiche diverse rispetto alle mie. Io sono un uomo d’area, gli altri invece mi girano intorno: ora però tocca a me. Era tanto che non vivevo un digiuno così lungo, è ora che mi dia una mossa».

    Digiuni storici - Prova a sdrammatizzare, ma i lunghi periodi vissuti senza gol gli rimbalzano nella mente come boomerang impazziti. Aveva cominciato a Verona, nella stagione 2005/06, quando in 12 gare aveva accumulato 954 minuti di astinenza, per poi superare questo incredibile record nel campionato 2009/10 quando tra serie A, Champions League e Coppa Italia, mise insieme un digiuno di 16 gare e 1305 minuti. Amauri vuole resettare tutto. «Non pagherei per segnare alla Juve, l’importante è che torni al gol e che la Fiorentina vinca, il resto non conta. I bianconeri sono una squadra forte, che è davanti a noi in classifica, ma sappiano che sabato troveranno un ambiente di fuoco». Chiusura sul mercato: «Io al Parma a fine stagione? Ho letto anche io queste cose, ma non dimenticatevi che sono fidanzato con la Fiorentina. A fine stagione decideremo». Prima Amauri vuole trovare il gol.


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