Se continua di questo passo, dovremo iniziare a chiamarlo Bryanair. Da gennaio a oggi, in campionato, Bryan Cristante ha segnato la bellezza di 5 reti, tutte di testa. L'ultima, contro la Juventus, ci ha particolarmente incantato e persuaso. L'eccezione si trova invece in Europa League, al debutto contro l'Everton, quando infilò in rete una ripartenza fulminea arrivando a tu per tu con Stekelemburg, 'stranamente', di destro. Totale: 20 presenze, 6 gol (nessun rigore). La parentesi è d'obbligo e ha il preciso intento di rincuorare quanti credono ancora che l'Atalanta, venduto Kessie, si sia indebolita. E se non fosse così? Se al contrario ci avesse guadagnato puntando con astuzia sulla crescita esponenziale dell'ex baby rossonero? Che beffa che sarebbe. I numeri, d'altronde, e forse ancor di più le prestazioni, ci inducono in tentazione. Intanto Percassi ha già dichiarato che la Dea eserciterà l’opzione per acquistare Cristante dal Benfica. Ad accrescere l'aspettativa intorno al ventiduenne di San Vito al Tagliamento, ad aumentare i carati al suo momento d'oro, è arrivata d'improvviso la chiamata di Ventura. Per necessità, d'accordo, ma trattasi pur sempre di un riconoscimento. Quel che vorremmo fare oggi in questa analisi è prender spunto dall'ultima gara disputata in campionato da Cristante (e non solo l'ultima, magari..), per osservarne la maturazione in atto e in particolare il dinamismo indefesso. La domanda delle domande però la giro a voi: sarebbe sbocciato lo stesso senza il gioco di Gasperini? 

BRYAN VS BLAISE – La sua partita contro la Signora è stata di altissimo livello. Doveva vedersela con Blaise Matuidi in una sorta di duello box-to-box. Gasperini gli chiede questo. Dal punto di vista tecnico Cristante non stupisce più nessuno. Chi ha avuto modo di ammirarlo già da enfant prodige nel Milan, in quelle poche apparizioni si sarà accorto senz'altro del tocco, e soprattutto della facilità di calcio del giovane Bryan. (Per chi volesse trovare conferma nel presente a ciò che vado accennando, consiglio una sventagliata impressionante, proprio in questa gara contro la Juve, al minuto 34: recuperatela e godete). Ma non è nella precisione e nel tocco, dunque, la novità del Cristante 2017. Gasperini ne ha esaltato il dinamismo: incursioni, interscambi, scalate... adesso Cristante stupisce anche quando non ha la palla tra i piedi. Ed ecco che il duello all’ultimo inserimento con Matuidi, vinto, a mio avviso, proprio dal giovane italiano, ne è stata la miglior manifestazione. Qui sotto siamo ancora nel primo tempo, all'ottavo minuto. Se il pallone arriva a Gomez in fascia e lui la sposta verso il centro, state ben certi di una cosa: Cristante, l’interno di centrocampo opposto al Papu, è già partito ad attaccare l'area. Lucidamente –siamo nel primo quarto d'ora- Matuidi lo segue e si frappone. Succederà molte altre volte nel corso della gara, troppe per essere un movimento casuale. Siamo davanti a un automatismo preciso. Ma la differenza tra Cristante e Kessie, nell'interpretazione dell’inserimento, non sta tanto nei centimetri in più del primo, quanto nel tempismo dello stacco.



BLAISE VS BRYAN – Cristante ha vinto il duello con Matuidi perché è riuscito sempre ad assorbirne le incursioni. Specialmente quando la linea a tre dell'Atalanta veniva tirata fuori da una combinazione veloce dell'attacco juventino, il numero 4 nerazzurro era sempre attento a leggere  i tentativi di sfondamento del francese studiati per l'occasione.



MESTIERE – Anche quando Matuidi ha provato a sorprenderlo ripetutamente, ad inizio ripresa, Cristante ha saputo difendersi. Una volta, persino a spallate e trattenute sotto gli occhi dell'arbitro, perché il francese gli aveva preso il tempo.



L'intenzione del trio bianconero in zona palla era quella di usare Mandzukic come sponda per Matuidi. Cristante capisce in ritardo e, con astuta pigrizia, fiaccato, ostacola di fisico il centrocampista di colore. 



Addirittura lo trattiene. 



BRYANAIR – La rete del 2-2 è stata splendida, sia per il cross del Papu (solito automatismo, come vedete), sia per l'inserimento, l'elevazione e la torsione di Cristante. Notate come l'Atalanta, alla minima incertezza degli avversari, riesca a sfruttare la superiorità numerica dentro l'area. E grazie a chi? Grazie alla costanza e al tempismo di Cristante. Al 22' della ripresa avevamo già perso il conto dei tentativi fatti dal centrocampista, quando è arrivato questo gol. Mandzukic lo vede partire ma non lo segue, e pure Matuidi lo molla per accorciare in zona palla. Ma poi, scusate, fermiamoci un attimo a pensare: quante squadre attaccherebbero la Juve con 8 uomini sopra il pallone? Col centrale laterale sinistro di una difesa a tre (Palomino) in sovrapposizione sull'esterno?



IL NUOVO ASSO - Atalanta-Juventus a parte, potremmo selezionare qualsiasi altra partita della Dea, per vedere se Cristante si comporta sempre nello stesso modo quando Gomez si accentra da sinistra per crossare. Prendiamone due: la sconfitta a Napoli di quest'inizio stagione, in cui tra l'altro Cristante segnò sugli sviluppi di un calcio d’angolo (sempre di testa, naturalmente), e la vittoria contro il Palermo del febbraio scorso, quando il neo acquisto realizzò il suo primo gol con gli orobici.



Nel primo caso, la linea difensiva di Sarri si stringe, battezzando Hateboer, l'uomo più lontano dal pallone. Su Cristante fa la diagonale il terzino, ma il pericolo non è affatto scampato finché il laterale atalantino (Hateboer) non sbaglia la torre verso il centro dell'area piccola, dove Cristante attendeva l'assist a un passo dalla linea di porta. Sotto, al contrario, le maglie della difesa del Palermo sono troppo larghe per non essere perforate. Significativo, questo primo gol di Cristante in nerazzurro, molto significativo.  Di lì a non molto, l'intesa con Gomez sarebbe presto divenuta il nuovo asso nella manica di Gasperini