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  • Atalantamania: Gasp, ma che combini? Avevamo Barrowtelli in campo…

    Atalantamania: Gasp, ma che combini? Avevamo Barrowtelli in campo…

    • Marina Belotti
    Non si è trattato di guai muscolari o dolori fisici, Musa Barrow è uscito tra un tempo e l’altro esclusivamente per scelta tecnica. Appena la casacca col suo 99 ha sfiorato lo schienale neroblu delle panchine bergamasche, la squadra si è seduta assieme a lui e la partita, d’improvviso, non ha più avuto la verve del primo tempo: perché senza un Jolly la scala quaranta del calcio perde di senso. Anche con l’Inter in campo.
     
    BARROWLANDIA- La città non è Brescia, ma Bergamo, la squadra non è sul mare ma sulle Mura, il numero non è il 9 ma il 99, le origini non sono del Ghana ma della Gambia, ma ieri sera i cugini milanesi si sono stropicciati gli occhi nel primo tempo. Un cioccolatino che si scarta da solo, sguscia tra le linee con una bella dose di sana incoscienza, mettendo in difficoltà alla sua prima da titolare un’Inter che lotta per la Champions. Santon era sicuro di aver davanti l’amico Balo, ma dieci primavere sono passate e ieri la prima punta vestiva il logo di una Dea. E altro che Primavera: più che chiedersi cosa sappia fare Musa Barrow, la domanda da porsi oggi è ‘Cosa non sappia fare’. Dribblare, dribbla, crossare, crossa, cercare la porta soprattutto, trovarla anche: il Mario Balotelli dell’Atalanta, che lo ricorda per colore della pelle sì, ma anche per giocate e abilità da prima punta, è una SuperMusa che ispira la Dea. Perché Handanovic è anche bravo e fortunato, altrimenti tra il suo mancino e la zuccata, avrebbe raccolto due palle in fondo alla rete. Anzi, tre…
     
    GOMÈZ POSSIBILE? - Com’è possibile, ci si chiede, sbagliare l’ennesimo gol fatto a due passi dalla porta: doveva solo tirare dritto il Papu Gomez per zittire tutti i dubbi e tornare sui suoi passi da gigante qual è stato, e invece quelli rimangono, e più grandi di prima. Dopo l’ennesima partita no però, non si può incolpare la solita sfortuna a cui fa riferimento Gasperini da gennaio a questa parte. Il fatto che poi Gomez non riesca a superare Miranda e insceni un siparietto per chiedere il cambio con tanto di risata, stona con il suo errore in porta che porta solo malumore. Ma per Gasperini ha fatto una buona prova, e non è l’unico…
     
    ABBASSATALANTA- “Volevamo abbassarci un po’ di più, esercitare un pressing meno alto per evitare di dare campo all’Inter”, così spiega il Gasp la scelta di togliere il suo uomo migliore a 48’ dal triplice fischio. Peccato che il campo l’Atalanta l’abbia concesso lo stesso agli avversari, eccome. La squadra così ha speso tutte le sue energie per cercare un gol che non è mai arrivato e poi per fermare un’Inter padrona del campo a suon di cartellini gialli. Fatiche e sacrifici che non valgono il solo punto intascato alle 22.30. Anche perché, a salvare l’Atalanta, sono gli interventi dei sempre più monumentali Masiello e Berisha. Ma l’entrata di Cornelius, che ha spento il match e non ha giovato né per fisicità né per gioco aereo, è stata un errore. “Nella vita non rifarei solo una cosa: non lancerei per terra la maglia dell'Inter”. Fortuna che Barrow quella maglia se l’è cucita addosso e al cambio non ha perso la testa. Quella è salda sulle spalle, pronta a incornare il Toro.
     

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