Più che un caso di mercato, scusate il gioco di parole, si tratta di un caos di mercato. Peggiore di tutte le altre vicende che hanno dominato i rettangoli verdi in questa caldissima estate di calciomercato, perché qui il lieto fine non esiste. E sembra di rivivere l’incubo di 365 giorni fa, quando ci svegliammo e scoprimmo che Marco Sportiello non era partito.

PASTICCIO - Gli ultimi minuti spesso sono quelli decisivi e, diciamolo, i più belli. Vale anche in una partita di calcio: quando la squadra, come per magia, capisce che le resta poco tempo per andare in porta, spesso si sveglia e segna. I gol all’ultimo minuto sono i più emozionanti, ma prenderne uno al 95’ è davvero traumatico. Un acquisto decisivo alle 22.59 del 31 agosto è il sogno di tutti i tifosi, un pasticcio di fine mercato è l’incubo degli atalantini. Il caso Sportiello non ha insegnato, nonostante la beffa di una porta per quattro e di un calciatore con il cuore a Firenze, e ad oggi Spinazzola rischia di fare la sua stessa fine. Arrabbiato e deluso perché, è sotto gli occhi di tutti dopo il messaggio Instagram che ha fatto il giro delle Tv, lui voleva partire e ci sperava ancora tanto, parlando dell’Atalanta più al passato che al presente, con tanto di ringraziamenti finali come nei migliori addii. Il pubblico di casa se ne era fatta una ragione e, anzi, era ben contento di separarsi da lui: a Bergamo o mostri di onorare la maglia con tutto te stesso o poco importa se sei da Nazionale, l’orgoglio vale più del talento. La Juve lo voleva e aveva predisposto un meccanismo perfetto per farlo suo prima del tempo, ma la ruota non ha girato e gli ingranaggi Laxalt e Asamoah si sono inceppati. E dopo la tempesta di illusioni e disillusioni nocive e gratuite, ora restano i cocci da raccogliere. Reintegrandolo, perché fargli scaldare i seggiolini della panchina o della tribuna sarebbe un piatto troppo caldo perché risulti vendicativo. Nella realtà dei fatti il suo talento serve per vincere le partite, anche se ad oggi in questo match di mercato abbiamo perso un po’ tutti: la Juve non avrà una pedina importante, Spinazzola potrebbe non riprendersi psicologicamente e non impegnarsi più e, se così fosse, l’Atalanta sarà costretta a inutilizzarlo senza un Laxalt che possa sostituirlo. Sportiello, dopo presunti mal di schiena, si era arreso alla panchina, perdendo un anno da protagonista tra i pali e la conquista dell’Europa. Spinazzola cosa perderà? Sta a lui scegliere: la Nazionale gli ha già dato fiducia, l’Atalanta dà sempre una seconda possibilità. Anche se, diciamolo chiaro e tondo, schierarlo tra un mese esatto contro la “sua” Juve, ad oggi sembra puro masochismo.

L’APPARENZA….- E dire che questo mercato era partito così bene! In apparenza, aveva fatto davvero ben sperare: il vichingo Cornelius già da noi a maggio per rinforzare l’attacco, capitan Papu Gomez che insperatamente rinnova, tante giovani promesse pescate qua e là per portare avanti la politica vincente della scorsa stagione. Per non parlare dei colpi Ilicic e de Roon che hanno fatto sognare i bergamaschi, spingendoli in massa ai botteghini a sottoscrivere l’abbonamento. Eppure, a conti fatti, dopo due match e zero punti, Cornelius non convince, il Papu non arriva dappertutto e può restar segnato da certe dinamiche, i tanti giovani di belle speranze, come ama chiamarli il Gasp, non vengono impegnati per un contributo alla squadra e il mitico de Roon delude già più di un certo Palomino, a cui nessuno dava due lire e a cui ora tutti vogliono dare la maglia da titolare.

...INGANNA- Ebbene sì, la situazione dell’Atalanta a mercato chiuso è davvero paradossale: abbiamo troppi talenti per un solo reparto e dei buchi colossali nel resto del campo. Il reparto difensivo è da 30 e Lode e la panchina d’oro a cui siedono Gollini, Bastoni e a breve Palomino appare persino sprecata. Nell’area piccola però, il colpo d’attacco tanto sperato e necessario non è arrivato, Pavoletti se l'è preso il Cagliari. Ancora orfani di un goleador, quest’anno non sarà facile raggranellare punti. E dire che Gasperini aveva dato tutti i segnali in suo possesso per mostrare la falla, con un messaggio ben messo in evidenza dal tabellino dell’incaricato alle sostituzioni al San Paolo: nessun’altra punta dopo Petagna. Ora al mister spetta una bella gatta da pelare, con Cornelius che più di tanto non può dare e il caso-caos Spianazzola. Orsolini, Vido & Company saranno anche forti, ma per il Gasp ancora troppo acerbi per competizioni così impegnative e ravvicinate come quelle che spettano alla Dea tra una decina di giorni. Hateboer e Castagne fanno insieme un Conti, ma la spinta da destra non sarà più come prima, per non parlare della sinistra. Una vera e propria Spina nel fianco in grado di sconvolge gli equilibri tecnici e mentali di un team e di un popolo che si preparava a vivere il grande rientro nella storia europea dopo 26 anni.