Un geometra dai piedi buoni, un metronomo dal lavoro oscuro e silenzioso. E con il futuro in bilico. Milan Badelj è un punto fisso della Fiorentina, rimasto in maglia viola dopo il colloquio avvenuto con Stefano Pioli durante il ritiro di Moena e, inoltre, grazie al cambio di procuratore, dall’eccessivamente parlante Dejan Joksimovic ad Alessandro Lucci, già legato in passato ai viola con, tra gli altri, Cuadrado, Tomovic e Vecino. Il suo contratto scadrà a giugno e da tempo il rinnovo è diventato una questione senza apparente risposta. L’intenzione della società viola, naturalmente, è quella di prolungare l’accordo. Con il vecchio agente, i margini erano ridotti ai minimi termini, mentre adesso gli spiragli sono maggiori. Pantaleo Corvino ha aperto la discussione con il croato e il suo entourage, da cui ancora non è filtrata nessuna risposta. Il giocatore vuole la Champions League. Lui, tifoso del Milan – come si evince anche dal suo nome, datogli da una famiglia a tinte rossonere – che adesso, almeno in ottica europea, sembra defilato, ma presente.

GIORNI CALDITutti lo vogliono, nessuno lo prende. In Italia, anche Lazio e Roma sono interessate al suo cartellino, così come all’estero lo sono alcune squadre, come il Siviglia, che lo ha individuato come possibile sostituto di Steven N’Zonzi. Gennaio si avvicina, così come il giorno in cui potrà valutare le offerte recapitategli per trasferirsi a parametro zero. La Fiorentina attende una doverosa risposta per capire come muoversi, potendo percorrere due strade in caso di rifiuto del rinnovo: cederlo, monetizzando il possibile e acquistando il regista del futuro; tenerlo, portando a Firenze il suo alter ego, plasmandolo in vista della prossima stagione. Al momento, tutte le squadre sono ferme al mero interessamento. Nessuna proposta concreta, nessuna uscita allo scoperto. Eppur si muove, lentamente. Badelj piace, è in calciatore di valore e qualità, raro per caratteristiche, soprattutto a quel prezzo. Ma la strada è ancora lunga, da scrivere e da organizzare, come il gioco di Stefano Pioli.