Monito ai vecchi cuori rossoneri, che seguono questi miei editoriali. Chi si aspetta aspre critiche a Società, Allenatore e Giocatori, consiglio di leggere i quotidiani e editoriali di oggi, così sarà gratificato e soddisfatto. Io mi unisco ai tifosi, presenti, in curva, a Verona, che hanno continuato a cantare e sventolare le loro bandiere fino alla fine della partita. Non capisco, non capirò mai chi gode delle sventure attuali per aver ragione su concetti e opinioni, magari anche coerenti, ma dove non trasuda mai il dolore per una situazione dalla quale il Milan non riesce a uscire, nata, non dimentichiamolo mai, dagli addii e dalle cessioni dell’estate più brutta della storia rossonera, quella del 2012.

Il match rossonero di Verona viene aspramente criticato, perché si ha negli occhi il secondo tempo, uno dei più brutti della stagione, secondo solo forse a quello di Roma, contro la Lazio, e a quello di Genova, avversaria la Sampdoria. Con uno schema e un allenatore differente. Ecco perché forse il focus dei giudizi negativi si sposta oggi sui giocatori. Mi sembra che una opinione sia comune a tutti i critici. Non sono così scarsi come appaiono spesso in campo, come indica la classifica, come hanno mostrato contro le ultime due della tabella di serie A. Prima si puntava il dito sulla preparazione troppo molle, oggi su sedute troppe intense. Diventa anche incomprensibile il motivo che una squadra meno competitiva, nella scorsa stagione, ribaltasse anche risultati sulla carta chiusi e oggi, al primo refolo di vento, si perda e non abbia alcuna reazione. E’ successo solo nel derby. Eppure il primo tempo di Verona è stato giocato con personalità, con buone trame, con sufficiente pericolosità. I rossoneri hanno tentato sempre inserimenti efficaci, trame rasoterra, nonostante lo svantaggio nell’unico tiro dei veronesi. Poi, al secondo gol, sono scomparsi dal campo. Un altro lunedì insopportabile da vivere, dopo un altro week insopportabile appena vissuto. 

E ora? Nessuno può cacciare una proprietà. Anche con differenti manager e con un terzo allenatore in panchina non credo che il Milan di metta a volare e giocare come una squadra di Guardiola. A gennaio, non possono poi essere ceduti tutti  nuovi acquisti. A fine stagione, verrà stilato un bilancio, dopo le operazioni legate al finanziamento e alle decisioni dell’Uefa. Ci auguriamo intanto che il lavoro, mentale, tattico e fisico, di Gattuso possa dare presto i suoi frutti. Non vedo altre possibilità. Intanto bisogna stare vicino alla squadra. Come i tifosi presenti a Verona. Come coloro che amano quei colori meravigliosi!