Va bene: la Juve vista mercoledì in Champions non è stata granché. Ha ottenuto ciò che voleva, la vittoria, ma ha giocato male, addirittura peggio di quella vista con la Lazio. 

Ne siamo consapevoli tutti, dall'allenatore - uscito furibondo dal campo - ai giocatori ( "il motore ha ancora bisogno di una messa a punto" cit. Chiellini ) fino ai tifosi juventini, sempre molto critici sulla qualità del gioco espressa dalla squadra. 

Però, siccome il fine giustifica i mezzi, i 3 punti sono stati conquistati lo stesso ed è "l'unica cosa che conta". Anche il cinismo è una dote nel calcio, o sbaglio? 

Mercoledì scorso pure la fortuna era girata subito in direzione Lisbona, perché quel gollonzo in apertura è stato un regalone ai portoghesi da parte della premiata ditta Benatia & Alex Sandro. Robe da "Stasera le comiche". Ciò nonostante, con fatica, l'abbiamo riacciuffata e sistemata.

Però, in Italia, accade un fatto strano: la Juventus vince la sua seconda partita del girone, si piazza al 2° posto e ipoteca il passaggio agli ottavi di finale, ma viene costantemente messa in discussione. 

Anzi, dopo addirittura 2 finali in 3 anni, e magari un altro ottavo di finale a febbraio, c'è chi la ritiene ancora una squadra poco avvezza ai palcoscenici europei, priva di quel DNA da Champions che ritengono invece di avere club che da anni manco partecipano più a questa competizione. Paradossale, vero? 

Ma la cosa ancora più divertente è un'altra: il Napoli perde la seconda partita su 3 giocate finora nel girone, mettendo seriamente a rischio il passaggio del turno, eppure media e sentimento popolare esaltano oltre misura la squadra di Sarri

A leggere i giornali o ad ascoltare i commenti tv dopo la sconfitta col City, sembrava che il Napoli fosse andato in Inghilterra a dare una lezione di calcio a Pep Guardiola e che a fine gara la Uefa avesse deciso di non omologare la vittoria del Manchester, premiando invece il favoloso 2° tempo dei partenopei attribuendo i 3 punti ai Sarri's boys. 

Nell'anno del VAR saremmo pronti anche a quest'altra tavecchiata in salsa UEFA . 

Nessuno nega che nella ripresa il Napoli abbia giocato meglio dei citizens, pero' il "bel giuoco"  non è stato sufficiente per pareggiare.

Eppoi, cara "imparziale" stampa sportiva italica, do you remember the first half of the match? La lezione Guardiola l'ha presa o l'ha data? 

Poi, quando Dybala sbaglia 2 rigori con la Juve, noi juventini siamo i primi a bacchettarlo, Mertens ne fallisce pure lui uno all'Etihad, ma non importa, ci puo' stare, per lui non vale il discorso dello scarso DNA Champions, della poca personalita' europea, della scarsa abitudine a giocare gare di questo tipo. Il Napoli e' grande, Mertens un top e Sarri il profeta del Vomero.

Fosse capitato alla Juve di Allegri di perdere 2 gare in Champions, andrebbero già a ruba le tshirt con su scritto "Sporting 1-2 e' finita!"

Capisco che in giro ci sia talmente tanta  voglia di un cambio ai vertici del campionato da magnificare il filotto napoletano di queste prime 8 giornate, trasferire però questa smodata esaltazione in Europa anche quando il Napoli perde non è normale. E' figlia di una frustrazione repressa e che esplode nelle sue forme più illogiche, tali da far perdere di credibilità chi le esprime. 
Perché la realtà è una cosa, il paese delle meraviglie materia per una fiaba, e - a quanto pare - le redazioni pullulano di cappellai matti. 

Ricordate cosa vi scrissi in questa rubrica una settimana fa? Anche i giornalisti sportivi tifano, pure quando lo negano e si atteggiano a terzisti, e quasi sempre detestano un'unica squadra. Sempre quella. A buon intenditor...