Al Benevento serve una pronta sterzata e il faccia a faccia di lunedì sera contro il Verona rappresenta l'occasione migliore per iniziare a far correre la classifica, per cancellare finalmente lo zero nella casella dei punti conquistati. La ricetta in teoria è semplice: basterebbe una prova di carattere, fatta di determinazione e concentrazione, di applicazione e sacrificio per tornare con un risultato positivo dal 'Bentegodi'. In teoria, appunto. Perché in realtà le cose potrebbero essere più complicate del previsto, soprattutto alla luce dell'ennesima emergenza infortuni che rischia di rovinare i piani di Baroni in vista del delicato scontro diretto con gli scaligeri.

Lucioni non ci sarà sicuramente per via della sospensione cautelare imposta dalla Procura Antidoping, ma oltre al capitano potrebbero dare forfait anche Costa, Ciciretti e D'Alessandro. Il tecnico toscano farà di tutto per recuperare almeno gli ultimi due, ma nell'attesa che arrivino eventualmente buone notizie dall'infermeria, deve iniziare a studiare le alternative. Del resto, la sfida col Verona è troppo importante e, al di là delle indisponibilità, è necessario fare risultato, in un modo o nell'altro.

Tra le varie opzioni che Baroni tiene in considerazione, non c'è quella che prevede l'impiego di Armenteros dal primo minuto. “Deve ancora capire il nostro calcio, adattarsi a tempi e ritmi di gioco che sono diversi rispetti a quelli a cui era abituato in Olanda” queste le parole del driver giallorosso sull'attaccante svedese. Frasi che suonano come una bocciatura, seppur momentanea, per l'ex Heracles che ora rischia di diventare un vero e proprio caso.

Troppo pochi i 70 minuti giocati finora, tra l'altro contro Napoli e Roma, per giudicarlo, ma è evidente che Baroni attualmente non lo considera pronto. E a nulla è servita la mancata convocazione in Nazionale che gli ha permesso di lavorare per 10 giorni a stretto contatto con i compagni di squadra nel ritiro di Roma. E' chiaro che Armenteros non ha ancora trovato l'abbinamento giusto tra le qualità e l'ambientamento al campionato italiano, necessario per poter incidere anche in una squadra con un reparto offensivo non particolarmente ricco di soluzioni. Se riuscirà a farlo prima della fine della stagione o se invece diventerà un oggetto misterioso, sarà il tempo a dirlo, ma una chance gli andrebbe concessa visto che finora chi ha giocato al suo posto non ha brillato. Del resto, tutti gli attaccanti sono ancora a secco dopo le prime sette giornate.