Nessuna matricola in Serie A ci aveva messo così tanto, ma l'importante è che finalmente il Benevento sia riuscito a rompere il ghiaccio. Ha avuto bisogno di un girone intero la truppa giallorossa per trovare il primo storico successo in massima serie, ha scelto l'ultima gara di un anno solare che resta da ricordare per brindare ai tre punti, magari non con uno champagne d'annata, ma comunque con bollicine inebrianti per squadra e tifosi che, ora sì, possono mettersi alle spalle mesi di frustrazioni e di delusioni.

Scusate il ritardo, sarebbe il caso di dire. Per il Benevento che ci ha messo addirittura 19 partite per potersi godere la prima gioia stagionale, ma anche per Massimo Coda che ha ritrovato la maglia da titolare dopo tre mesi e soprattutto l'appuntamento con il gol che invece mancava addirittura da sette (l'ultima rete l'aveva realizzata con la casacca della Salernitana lo scorso 18 maggio). Basta questo per far capire quanto questo momento fosse da tutti atteso, sollecitato, a lungo invocato, per certi versi anche reclamizzato.

Dopo che la vittoria è stata assaporata tante volte e in altrettante è sfumata, adesso è finalmente arrivata, tra l'altro proprio in chiusura di 2017. Certo, di solito i buoni propositi partono dal 1 gennaio, ma il Benevento si distingue anche in questo e il 30 dicembre si regala la scintilla giusta che può permettergli di ripartire col piede giusto nel nuovo anno. A patto, però, di non illudersi perché, specialmente da queste parti, è facile abbandonarsi ai trionfalismi nei momenti positivi ed essere incredibilmente fatalisti in quelli più bui.

Serve innanzitutto equilibrio per diventare una squadra vera, compatta e determinata, magari capace di ignorare i propri limiti e in grado di massimizzare i pregi. Nessun inizio di una nuova favola, ma solo di un percorso che deve portare il Benevento ad avere maggiori consapevolezze e la convinzione che nel calcio le distanze possano essere colmate, anche quelle apparentemente più profonde.