Da sogno a incubo. Il primo derby in Serie A si è trasformato in una disfatta senza attenuanti per il Benevento, sommerso di gol da un Napoli affamato di punti e voglioso di riscatto, dopo i rovesci di Champions. Un derby iniziato male e finito peggio, una resa incondizionata per i giallorossi che, nella sfida più attesa di questo avvio di stagione, hanno mostrato il lato più oscuro di sé. Perché la sconfitta del 'San Paolo', seppur da mettere in preventivo, ha assunto contorni preoccupanti per le proporzioni, per l'incapacità di reagire al fato avverso o, per meglio dire, per la scelta chiara di sperare che la nottata passasse in fretta e poi pensare alla prossima sfida.

La nottata è passata, ma ha lasciato pure lividi evidenti sul volto dei giallorossi, travolti e stravolti dopo la gara contro gli azzurri. Il frutto di scelte di partenza poco giustificabili, ancor meno condivisibili. Normale che sul banco degli imputati ci finisca Marco Baroni perché è stato lui a decidere di non giocare questa partita, di dare il via al primo massiccio giro di turnover per preservare i titolari e averli pronti all'uso per la prossima partita, quella di mercoledì con la Roma. Come a dire che la sconfitta contro il Napoli fosse da mettere in preventivo e che, per questo motivo, sarebbe stato meglio tenere a riposo gli uomini migliori (o parte di essi).

Teoria magari condivisibile in astratto, ma così facendo una giornata storica si è trasformata in agonia. “Scegliti le tue battaglie” sostengono gli inglesi ed è un concetto che Baroni ha fatto suo in questo derby già reso particolarmente complicato dalla forza dell'avversario e dalla lunga lista degli infortunati. Come se non bastasse tutto ciò, il tecnico giallorosso ha deciso di gestire le risorse a sua disposizione, facendo debuttare addirittura cinque elementi dal primo minuto proprio nella partita più difficile di questa prima parte di campionato. Una resa pianificata, non c'è altro modo per definirla. Ma il Benevento, ultimo in classifica e senza punti conquistati dopo 270 minuti, può permettersi il lusso di scegliersi le proprie battaglie?