Sarà il grande assente della nuova sfida di Champions tra Juventus e Real Madrid, ma non solo. Alvaro Morata questa estate ha deciso di lasciare la squadra dove è cresciuto, il Real Madrid, dove le scelte di Zidane lo relegavano a un ruolo di comprimario, per ritagliarsi lo spazio da protagonista che credeva meritarsi. Ha scelto il Chelsea di Antonio Conte per giocare con regolarità e meritarsi un posto in Nazionale per il Mondiale di Russia. A pochi mesi dall'addio a Madrid, per l'ex-juventino le cose vanno di male in peggio: considerato una riserva da Conte, fuori dalla Champions e adesso, guardando alle ultime convocazioni di Lopetegui fuori anche dal giro della Nazionale spagnola.

UNA SCELTA DIFFICILE - Morata la passata estate non lo aveva tenuto nascosto. Lasciare il Real, la squadra della sua città, era stata una decisione sofferta, ma il poco spazio che Zidane prevedeva per l'attaccante spagnolo non gli lasciava alternative. L'ex-juventino voleva essere protagonista, necessitava giocare con continuità per guadagnarsi un posto fisso nell'attacco delle Furie Rosse di Julen Lopetegui. La Premier League sembrava essere il posto migliore per mettere in mostre le proprie qualità, il Chelsea di Antonio Conte la squadra ideale. Ma a quanto pare, oltre a essere stata una scelta difficile, quella di Morata è stata anche una scelta sbagliata. Con i Blues nelle ultime otto partite è stato titolare solo una volta, e che Conte non punti su di lui come titolare in attacco lo dimostrano le stesse parole dell'ex tecnico juventino dopo l'eliminazione di Champions contro il Barcellona: "Morata in panchina? Anche nel Real e nella Juve era riserva".

LOTTARE PER IL POSTO - Quel che in Spagna viene rimproverato ad Alvaro Morata, soprattutto in seguito all'esclusione dalla convocazione in Nazionale, è aver scelto la soluzione "semplice", andare a giocare lontano dai patrii confini, invece di accettare la sfida di lottare per un posto da titolare nel Real Madrid. Senza alcun dubbio, con il senno di poi non ci è possibile sapere se Zidane avrebbe garantito più minuti in campo di quanto non stia dando Conte all'ex-juventino, però è certo che restando a Madrid avrebbe avuto più possibilità di mettersi in mostra e di essere l'attaccante su cui i Blancos avrebbero puntato in un prossimo futuro. Quel che alla critica spagnola proprio non va giù è che il 25enne attaccante madrileno abbia deciso di gettare la spugna piuttosto che mettersi in diretta competizione con Karim Benzema.

"NON È IL MONDIALE" -  Il selezionatore delle Furie Rosse, Julen Lopetegui, ha tenuto a precisare che le due prossime partite amichevoli che vedranno impegnata la nazionale spagnola non sono il Mondiale e che le opzioni per chi non è stato convocato questa volta sono totalmente aperte. È anche vero che per due match contro i campioni e vice campioni dell'ultimo Mondiale, Germania e Argentina, c'era da aspettarsi che venissero convocati i giocatori che con ogni probabilità faranno parte della spedizione iberica in Russia, soprattutto perché questa è la ultima lista prima della definitiva in vista del Mondiale. Per questo, oltre all'esclusione di Alvaro Morata, fanno riflettere l'assenza di altre conoscenze del calcio italiano, Callejon, Luis Alberto e Suso. Per tutti, dopo essere stati nel giro della Nazionale, non essere chiamati per l'avventura in terra russa sarebbe una delusione, forse per Morata lo sarebbe ancora di più. Se già dovrà vedere i quarti di finale tra Real e Juve, una sfida in cui nelle ultime occasioni ha giocato un ruolo determinante, più con la maglia bianconera che con quella del Real a dire il vero, dalla poltrona di casa, farlo anche quando la Spagna debutterà nella Coppa del Mondo il 15 di giugno contro il Portogallo per il giovane attaccante del Chelsea sarebbe un fallimento a tutti gli effetti e, forse, la riprova di quanto assicurano a Madrid: se avesse scelto di restare sarebbe stato meglio per tutti.