Antonio Mirante, portiere del Bologna, parla a la Gazzetta dello Sport: "Donnarumma? Veniamo dalla stessa scuola calcio, Club Napoli. Quando giocavo io mi sbucciavo sulla terra, lui invece ha conosciuto il sintetico. Ci ha cresciuti Ernesto Ferrara, un maestro. Quando con Gigio ci siamo sfidati a San Siro, lo stadio più importante d’Italia, abbiamo ripensato a dove siamo partiti da piccoli. Gasperini? Arrivai a Torino a 16 anni, alla Juve. Dovevo finire al Bologna ma Cinquini mi vendette a loro. Giocavo nel Sorrento in Interregionale e mi spostavo con la Circumvesuviana. Ne hanno fatti di sacrifici i miei e soldi ne avevamo pochi. Papà operaio, mamma casalinga, tre figli, due maschi e una femmina. Alla Juve capii che la mia strada era quella del calcio, ma soffrii a lungo. Feci il secondo negli Allievi nazionali, un anno e mezzo senza giocare. Fin quando Gasperini non mi lanciò con la Primavera. Credette in me. Vincemmo un Viareggio. Poi mi volle a Crotone in B. Grandissimo. Il futuro? Fino al 2019 ho il contratto qui. Ho una passione troppo forte".