Molti di noi, la scorsa estate, avrebbero firmato per chiudere il girone di andata a quota 24 punti. Avrebbero firmato perché la proiezione finale, ad oggi, è di 48: sarebbe un successo, vorrebbe dire con ogni probabilità rientrare in quella famosa parte sinistra della classifica che è l’obiettivo stagionale del club rossoblù.

Dopo aver perso però al Dall’Ara l’ultima gara dell’anno contro l’Udinese, resta un po’ l’amaro in bocca per non riuscire mai a fare il salto di qualità quando si è chiamati a dare di più. In questi primi mesi di campionato il Bologna di Donadoni ha mostrato di avere un’identità e un atteggiamento migliore rispetto allo scorso anno, la squadra è più compatta e ha un suo gioco che però va a scontrarsi molto spesso con la realtà di dovere fare la partita fra le mura amiche.

Sì, perché il più grosso limite di questa squadra nel girone di andata, oltre a non riuscire a battere una “Big”, è quello di aver dato vita ad un grande stagione in trasferta e molto meno davanti al proprio pubblico: Donadoni ha impostato la sua squadra sulle ripartenze, giocando sull’avversario, per questo in trasferta punge ed approfitta delle debolezze di chi ha davanti. In casa invece, quando è chiamato a imporsi territorialmente, il Bologna fa fatica e lo dimostrano le statistiche: solo due vittorie al Dall’Ara mentre sono cinque i bottini pieni in trasferta.

Immaginiamo la squadra rossoblù come un bambino a scuola: è bravo ma non sempre si applica nella maniera migliore. Per questo, con qualche piccolo accorgimento, possiamo sperare in un girone di ritorno sulla falsariga di questo e magari capace di regalare qualche soddisfazione in più davanti al pubblico di casa. Non ci sarà bisogno di stravolgere la squadra nel mercato di gennaio, previsti un paio di innesti e diverse cessioni. Tra soddisfazioni e rimpianti, ci sono altre 19 gare da giocare: c'è ancora il tempo per crescere e migliorare.