Quale giocatore di calcio non ha mai sognato di segnare in Serie A e di essere decisivo in termini di risultato grazie alla propria rete? Quello che è successo ieri sera ad Orji Okwonkwo, giovane rossoblù classe ’98, è probabilmente la gioia più grande da quando, in Nigeria, ha cominciato ad appassionarsi a questo sport tirando calci ad un pallone di carta nella povertà della sua terra d’origine.

E’ il 41esimo del secondo tempo quando Donadoni decide di inserirlo in campo e lui impiega solo tre minuti a siglare il gol vittoria con un tap-in perfetto dopo la respinta di un tiro del compagno Palacio. Corsa liberatoria sotto la curva togliendosi la maglia (gesto che verrà ripreso successivamente dal suo allenatore in conferenza stampa, ndr) e festa grande per un ragazzo ed una squadra che sta dimostrando di crescere domenica dopo domenica.

“Okwonkwo deve ancora fare tanta strada ed imparare bene l’italiano. A volte gli parlo, mi dice di sì ma poi fa il contrario di quello che gli dico come ad esempio quando si è tolto la maglia dopo il gol” – ha ammesso Donadoni al termine del match – “Ha ancora tutto da costruire, arriverà a buoni livelli se avrà voglia di seguire l’esempio dei compagni”. E se a parlare in questo modo l’allenatore rossoblù assomiglia ad un papà forse è perché è stato lui il primo a credere nelle potenzialità di questo giocatore.

A soli 19 anni Okwonkwo ha disputato 9 gare nella passata stagione e 3 in questa appena cominciata, svolgendo la preparazione estiva con la prima squadra e sembrando spesso uno di quelli più in forma. E’ ancora presto per dire dove arriverà ma intanto ieri è stato decisivo e questo non è da tutti. E sicuramente è la dimostrazione che l’impegno e il talento pagano. E che i sogni, ogni tanto, si avverano.