Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Roberto Boninsegna parla del suo rapporto con l'Inter: "Mi hanno tradito molte volte, l'ultimo è stato Moratti quando mi ha fatto fuori come osservatore, dopo di me ha mandato via anche Domenghini e Suarez. Da lui non ce lo aspettavamo, l'ha gestita male e poi è andato via lasciando l'Inter in mano a questi cinesi che non conosco. Comunque sono nato interista e seguo sempre la mia squadra del cuore. Il mio errore è stato quello di lasciare la Lega di Serie C dopo tredici anni per andare ad allenare il Mantova, non ho mai avuto il procuratore e così ho perso tanti contatti e mi sono ritirato: è stato uno sbaglio clamoroso. Pensavo di aver trovato una società seria e invece erano dei saltimbanchi, nel senso che sono rimasto due anni e mezzo con un regolare contratto e poi loro se ne sono andati. Anche oggi è una squadra che vedo come terra di conquista, abbiamo cambiato sei presidenti in cinque anni, di questo passo non si potrà costruire nulla di solido. A suo tempo speravo che Abete mi desse una squadra federale, il fatto che non mi sia stata data vuol dire che probabilmente non mi ritenevano idoneo"

"Balotelli? Credo che se continuerà a sacrificarsi e ad essere costante potrà essere fondamentale per la Nazionale del domani - spiega ancora Bonimba -. Totti? Purtroppo quarant'anni sono pesanti per un calciatore professionista: lui emerge ancora perché tecnicamente è eccezionale, secondo me è già per lui un miracolo giocare in quel ruolo in Serie A. Spalletti fa bene a centellinarlo. Totti si deve mettere in testa che, pur essendo stato il più grande giocatore della Roma, gli anni sulla carta d'identità lo penalizzano e non possono non essere considerati.”