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  • Bonucci, un colpo dal doppio valore: il Milan fa suo il simbolo della Juventus

    Bonucci, un colpo dal doppio valore: il Milan fa suo il simbolo della Juventus

    • Angelo Taglieri
    "​Più che soldatini... professionisti!". Era il 16 ottobre 2012 e Leonardo Bonucci, insieme alla Juventus di Conte, rispondeva ad Antonio Cassano e al mondo antijuventino. 25 enne, ma già pieno di sé, con lo scudetto cucito sul petto, si era ripreso alla grande dopo una prima stagione, targata Delneri, difficile. Molto difficile. Poi l'incontro con l'allenatore pugliese, un amore tecnico non sbocciato immediatamente, visto che nella sua iniziale difesa a 4 i titolari erano Chiellini e Barzagli, ma... sbocciato. Sì, perché l'attuale manager dei Blues passa alla linea a 3, affidando le chiavi del gioco proprio al centrale cresciuto nell'Inter.

    ORA IL MILAN E ieri ci è tornato, a Milano. E' una Milano diversa da quella che ha conosciuto lui, abituata a lottare ai vertici e, soprattutto, nerazzurra. Da sbarbato ragazzino campioncino d'Italia con l'Inter, va a Treviso e inizia un lungo pellegrinaggio, nel quale incontra il primo che riesce, realmente, a valorizzarlo: Giampiero Ventura, all'ombra della Torre di Pisa. Ieri, scrivevamo, il ritorno. Da top player, da quello che ha vinto 6 campionati con la Juventus perdendo due finali di Champions League, da quello che fino alla scorsa stagione era un pallino di Pep Guardiola, da quello che è il fiore all'occhiello della difesa made in Italy. In una Milano che sogna dopo anni difficili, e, soprattutto, in una Milano rossonera. Il Milan punta su di lui, un acquisto generatore di emozioni e sensazioni che la tifoseria milanista non provava da tempo. Anche perché, il suo acquisto, va al di là del semplice rinforzo tecnico.

    COLPO SENSAZIONALE - E' un colpo sensazionale, per tutti. Del resto, lo dice il vocabolario "Sensazionale, che desta grande meraviglia, vivo interesse e commozione nell'opinione pubblica"Leonardo Bonucci era il simbolo della Juventus, perché quando LB19 ha fatto il salto di qualità (grazie ad Antonio Conte), lo ha fatto l'intera squadra; perché il centrale viterbese è il simbolo della difesa a 3 che ha scritto la storia recente della Serie A; perché resta il paladino degli ultimi sei anni; la prima B della BBC. E il Milan lo ha fatto suo, strappando la pagina più importante del libro bianconero, lanciando un guanto di sfida a Marotta e compagnia, andando a casa della Vecchia Signrona portandole via il quadro più prezioso.  Un segnale forte, fortissimo, quello del club rossonero: più forte del tormentone estivo "Passiamo alle cose formali" lanciato da Fassone; più forte delle pacche di Mirabelli sulla schiena di Gigio Donnarumma; più forte delle urla dei tifosi nella giornata di ieri. E' più forte di quello che sarà il prossimo colpo rossonero. Sì, perché non è finita qua...

    @AngeTaglieri88

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