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  • Brescia, Iachini| 'Cerchiamo innesti di qualità'

    Brescia, Iachini| 'Cerchiamo innesti di qualità'

    Ascoli. “Allora, che si dice a Brescia?”. La voce è brillante, familiare. I modi quelli garbati e sinceri che l’hanno fatto amare al popolo biancoblù. Beppe Iachini, in questa chiaccherata in esclusiva con Bresciaingol, traccia il punto della situazione a due settimane dalla partenza per il ritiro di Storo, giorno che aprirà ufficialmente la nuova stagione, quella più attesa. Quella del ritorno nella massima serie. 
     
    Gli chiediamo dell’incontro programmato con il presidente Corioni e con Gigi Maifredi per parlare del mercato: ”Ci incontreremo la settimana prossima. Oggi era inutile, anche perché tutto è ancora da definire, anche se la giornata odierna era una giornata importante per capire alcune situazioni, per avere qualche chiarimento in più. La società sta sondando il terreno su diverse possibilità per capire quali giocatori sono effettivamente disponibili e quindi raggiungibili. D’altronde, non basta la tua volontà per concludere affari; c’è da stabilire l’incedibilità o meno di qualcuno, la concorrenza, la volontà di trasferimento e, non ultimo, le cifre”.
     
    E’ vero che, un po’ come De Canio a Lecce, ha ottenuto di seguire il mercato da molto vicino e che l’ultima parola spetta a lei? “No, non ho chiesto affatto questo alla società. Io voglio fare solo l’allenatore, e credetemi, è più che sufficiente come impegno… De Canio, sul modello inglese, fa direttamente lui le trattative e non è assolutamente il mio caso. Ci si sente di volta in volta per valutare insieme alcune cose, questo sì. Certo, indicazioni da parte mia ci sono state, ma ognuno ha il suo ruolo. Questa è una questione a cui tengo per correttezza, sapete che non mi piacciono i ‘sottoboschi’…”.
     
    La piazza si aspetta qualche arrivo ‘per tempo’, anche perché sarebbe l’ideale partire per Storo con diversi tasselli già al loro posto… “Ecco, questo è un altro aspetto che ho richiesto. Capisco che il 100 % sarà difficile, però andare in ritiro con l’85-90% della squadra è il mio augurio. La società sta facendo e farà il possibile per far sì che questo accada, poi cosa si potrà effettivamente fare è da vedere”.
     
    Ha sempre detto che il suo cruccio era quello di non aver potuto lavorare dall’inizio con il gruppo, poterlo fare ora con la quasi totalità degli effettivi sarebbe un bel vantaggio… “Assolutamente. Avere tutti sullo stesso livello di preparazione e tattica non farebbe altro che giovare alla stagione, anche per non dare vantaggi agli altri, che in serie A è meglio evitare visto che i recuperi sono più ardui. Ma bisogna anche capire il mercato che, per società come la nostra, non è affatto facile. E’ normale e capibile che, spesso, molte situazioni si sblocchino all’ultimo. E questo vale per molti”.
     
    Ci sono parecchie società di B e Lega pro in grave difficoltà, non pensa che qualche buon giocatore potrebbe arrivare facilmente da lì?
    “Premesso che ho letto anch’io la lunga lista di squadre che rischiano la non iscrizione, è bene ricordare che dobbiamo affrontare la serie A. Certo, qualche elemento valido si potrà pur individuare per completare la rosa, ma bisogna cercare di non sbagliare le mosse e fare un salto di qualità. E per farlo, è la qualità stessa degli innesti che bisogna cercare”.
     
    Sotto questo aspetto, visto qualcosa d’interessante in Sudafrica? “Hai voglia… I Mondiali si stanno rivelando interessanti soprattutto sotto questo aspetto più che sotto quello tattico. Ho visto giocatori di cui prender nota nel Messico, nell’Uruguay, nel Giappone e nel Cile dove, in quest’ultimi, ho aprezzato anche il gioco. Però, a parte i soliti ‘irraggiungibili’, ad un giocatore meno conosciuto bastano due partite fatte bene in questa vetrina per far lievitare sensibilmente la sua valutazione…”.
     
    Di vacanze vere e proprie, con il mister marchigiano, si parla poco. “La promozione è stata d’importanza vitale e bellissima. E io me la sono proprio goduta. Non vedo l’ora di ricominciare…”.
     
    Perché per uno stakanovista dell’arte pedatoria come lui, la vera vacanza è sull’erba di un rettangolo di 7140 metri quadrati. E chi ha questa passione nel sangue, non fatica a comprenderlo.  

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