Il difensore portoghese del Cagliari, Bruno Alves ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "A Cagliari sto vivendo un’esperienza che mi mancava, preziosa. Sento spesso Cristiano Ronaldo, è stato lui a raccomandarmi la Sardegna, meravigliosa non solo per le vacanze. Ho accettato con entusiasmo, ma non sono qui per divertirmi. Ho aspettato mia moglie Rute che ha fatto un sopralluogo e ha dato l’ok: è entusiasta, come i tre bambini. Ho firmato prima dell’Europeo: sarei venuto comunque. Voglio lasciare il segno in questa squadra". 

"Il calcio italiano è difficile, competitivo, di alto livello: come tattica, strategia, organizzazione. Il campionato portoghese è creativo, quello russo formativo, quello turco passionale come in Grecia, dove ho giocato per un anno. Spalletti mi ha insegnato molto, dalla tattica alla gestione del gruppo. Arrivavo dal Portogallo dove si pensa soprattutto alle qualità dei singoli. Sto imparando anche da Rastelli: nuovi concetti, nuovi dettagli". 

"Quest'anno la mia partita migliore l'ho giocata a San Siro contro l'Inter. Dicono che sono bravo, ma lento? Non si può avere tutto, altrimenti giocherei nel Real Madrid… Devo studiare l'attaccante avversario e in campo pensare prima di lui. L'attaccante più forte che ho incontrato in Italia? Pavoletti, non si tira mai indietro e accetta la sfida. In assoluto Cristiano Ronaldo, non ci sono più aggettivi per definirlo. Mi basta ricordare l’incredibile gol che ha fatto quando io giocavo nel Porto e lui nel Manchester United, un tiro da quasi 40 metri. Il difensore più forte? Pepe, e scusate se scelgo un portoghese".