Ha scritto la storia, anche in Germania. Nel 2006 Gigi Buffon a Berlino ha vinto il Mondiale, nel 2017 è il primo italiano a non giocare nella Bundesliga a finire sulla copertina di Kicker, prestigiosa rivista fondata nel 1920. Queste le parti più interessanti della sua intervista: "Un portiere deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all’arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire gol, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più…lo shock non è così grande".

INFANZIA E DEPRESSIONE - "Da piccolo mangiavo così tanta mortadella e orsetti gommosi che è un miracolo non sia ingrassato. La mia carriera sarebbe diventata improbabile. La depressione? fu fondamentale non prendere medicine. Rimasi artefice del mio destino, senza dipendere dai farmaci". 

COLONIZZAZIONE - Gli investitori stranieri nel calcio italiano non lo convincono: "La Roma agli americani, le milanesi ai cinesi…povera Italia. È una sconfitta per il nostro calcio e le nostre tradizioni".

SOGNO CHAMPIONS - Vincere in Europa, alzare la Champions è uno stimolo, oltre che un obiettivo: "Da anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. Questa battaglia interiore mi porta forti motivazioni. Se avessi vinto la Champions sarei svuotato: mi sprona".