Il nazionale cileno del Cagliari, Mauricio Isla ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "I sardi sono simili ai sudamericani per calore e sensibilità. A Cagliari ricevo affetto e ho la mia privacy. Sto a 15 minuti dal centro, a due passi dalla spiaggia del Poetto: fantastica. Ho ritrovato le dimensioni di Udine: squadra piccola, progetti solidi, ambiente ideale". 

"Il futuro? Arrivare decimi e onorare altri due anni di contratto con la maglia del Cagliari. Andiamo avanti, dallo stadio provvisorio a quello definitivo. È presto per pensarci, ma mi piacerebbe chiudere la carriera nel mio paese con l’Universidad Catolica: squadra del cuore dei miei genitori e di mia nonna". 

"Sono contento ma so che posso fare di più. Ringrazio il presidente Giulini per avermi dato l’opportunità e il mister per avermi seguito con fiducia. Rastelli merita la conferma? Ha vinto la B, si è salvato con quattro turni d’anticipo: cos’altro si vuole da un tecnico debuttante che centra gli obiettivi? Con lui ho un rapporto ottimo. È la figura adatta a guidare il Cagliari, può fare solo meglio, mi aspetto prosegua".

"Quali gli avversari e i team da mal di testa? Insigne e Mandzukic: fortissimi. Il Napoli, che ha tenuto testa al Real e gioca il miglior calcio d’Europa, e la Juve: farà il Triplete. Ho sentito Asamoah: dice che sono gasatissimi. Dopo la Coppa Italia, vinceranno anche scudetto e Champions. Il più forte era Andrea Pirlo, un mago. E Totò Di Natale: ha sempre fatto la differenza. Al presidente Giulini consiglio Castillo, ricorda Pinilla. È stato anche al Frosinone e al Puma, in Messico. Segna gol a grappoli: può farci comodo".