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  • Cagliarimania:| Buoni sì, ma non troppo...

    Cagliarimania:| Buoni sì, ma non troppo...

    Comunque vada a finire il campionato, il Cagliari ha già ottenuto un piccolo ma gratificante record: è l'unica squadra della serie A 2010/11 che ancora non ha subito espulsioni. L'ultimo cartellino rosso risale a quasi un anno fa. Era il 25 aprile 2010 e la squadra rossoblù, allora guidata in panchina dalla coppia Melis-Festa, affrontava il Napoli di Mazzarri. Andrea Cossu, forse nervoso per non essere stato schierato dall'inizio in una partita particolarmente sentita, al 78' dopo appena sei minuti dal suo ingresso in campo commette un fallo ai danni di Grava e, come si dice in questi casi, guadagna anzitempo gli spogliatoi. Da allora i giocatori rossoblù hanno dato dimostrazione di grande fair-play. E questo è indubbiamente motivo di orgoglio per la società e i tifosi.

    Ma volendo proprio trovare il pelo nell'uovo, possiamo criticare questa sorta di 'buonismo', e affermare che forse in questo campionato un pizzico di cattiveria in più non sarebbe guastato. Ma parliamo in questo caso di cattiveria sotto porta. Un esempio lampante ci è stato fornito proprio domenica scorsa a Lecce. Nel finale di gara la squadra di Donadoni aveva ormai in tasca la vittoria e avrebbe potuto metterla definitivamente in cassaforte siglando il gol del 4-2 con l'azione in contropiede di Cossu che, per un eccesso di altruismo (o mancanza di cinismo), ha preferito servire Ragatzu, il quale incredibilmente si è fatto soffiare il pallone dalla difesa avversaria.

    Purtroppo episodi del genere sono capitati spesso. Senza voler esagerare, la poca determinazione negli ultimi metri ha portato via alla classifica del Cagliari almeno sei punti. Il che vuol dire che adesso saremmo potuti essere a ridosso della Juventus, meritatamente. Siamo certi che Donadoni stia lavorando per trovare rimedio a questo problema. E un aiuto lo sta ricevendo dalla ritrovata vena realizzativa di Robert Acquafresca, che nelle ultime quattro partite è andato a segno ben quattro volte. Come ai vecchi tempi. La sua fame di gol può essere l'arma in più per raggiungere l'obiettivo, rappresentato dall'ottavo posto; mica male per una squadra nata per salvarsi.

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