Secondo gol consecutivo alla "Sardegna Arena" per Paolo Pancrazio Faragò, assoluto protagonista nelle recenti uscite del Cagliari targato Diego Lopez, che ha incamerato sei punti nelle ultime tre gare di campionato. Per l'ex Novara, quella messa a segno ieri pomeriggio all'85' della partita contro il Verona, è un’altra importantissima rete per la classifica dei sardi, in uno scontro diretto fondamentale per la salvezza. "Oggi ho segnato il primo gol bello in Serie A", ha scherzato a fine gara Faragò, in riferimento al gollonzo realizzato due settimane prima nella vittoria casalinga contro il Benevento, il suo primo centro in assoluto in Serie A. Indubbiamente, il classe '93 nativo di Catanzaro - approdato in Sardegna nel gennaio del 2017 - è tra le note più liete del nuovo Cagliari di Lopez, bravo a plasmare la squadra ereditata da Rastelli con un 3-5-2 che esalta al meglio le caratteristiche dei calciatori presenti in rosa (fatta eccezione per Joao Pedro). A partire da Faragò, al quale è stato ricamato alla perfezione il ruolo di laterale destro a tutta fascia, posizione che gli permette di esplodere la sua grande corsa nelle sortite offensive, esentato da eccessivi compiti in copertura. E i numeri stanno dando ragione al tecnico uriguaiano: nelle ultime tre giornate di campionato, Faragò ha firmato ben due gol e un assist, tutti decisivi nelle fondamentali vittorie rossoblù contro Benevento e Verona.
 
Dalle note lieti, passiamo a quelle negative. In particolare una, che sembra una vera e propria maledizione scagliata contro il club isolano: i calci di rigore. Quattro penalty concessi in queste prime dodici giornate di campionato, tre dei quali sbagliati, tutti da diversi giocatori. L’unico ad essere riuscito a segnare è stato Joao Pedro nella sfida alla "Sardegna Arena" contro il Genoa. Il primo a fallire la più ghiotta delle occasioni dal dischetto è stato Farias, ipnotizzato da Buffon nel match d'esordio contro la Juventus; poi ci ha pensato Sau - contro il Benevento - a mandare alle stelle il pallone del possibile 2-0; infine Cigarini, che si è fatto respingere il rigore (non calciato alla perfezione) da Nicolas, conservando momentaneamente il vantaggio del Verona realizzato da Zuculini. Tre rigori falliti su quattro tentativi, numeri allarmanti per una squadra che ambisce a qualcosa di più di una semplice salvezza. 54 rigori totali concessi in queste prime 12 giornate di campionato: sarà merito del VAR, ma in Serie A non si era mai calciato così tanto dal dischetto. Ecco perché diventa fondamentale non sciupare le occasioni dagli undici metri, che in questa stagione - in particolar modo - possono fare tutta la differenza del mondo.