La vigilia di campionato è vissuta dai tifosi rossoblù con tanta trepidazione ma anche con qualche preoccupazione. L'ultima partita amichevole disputata contro il Partizan Belgrado ha fatto suonare un campanello d'allarme. Non ci riferiamo al risultato, anche se ovviamente una bella vittoria avrebbe influito positivamente sul morale di tutti, ma alla disposizione di alcuni giocatori in campo. In particolare di un giocatore, forse il più amato e coccolato dalla piazza cagliaritana: Andrea Cossu. Il piccolo fantasista rossoblù infatti non ha ricoperto il suo solito ruolo dietro le punte, bensì è stato schierato dal tecnico Massimo Ficcadenti come terzo attaccante largo sulla sinistra.

L'allenatore marchigiano ha così riproposto il modulo a lui più caro, quel 4-3-3 che adottò anche nella stagione 2004-2005 alla guida del Verona, dove il tridente d'attacco era formato da Adailton, Bogdani e proprio da Andrea Cossu. Pur riconoscendo che quella fu la stagione decisamente più positiva per Cossu (33 presenze e 6 reti), non possiamo però dimenticare che negli ultimi quattro anni il giocatore cagliaritano si è spogliato dalle vesti di attaccante per indossare quelle di trequartista cucitegli appositamente da Davide Ballardini nella stagione 2007-2008. Una posizione che gli ha permesso di risultare decisivo come assist man, esaltando al massimo le sue qualità -  visione di gioco, facilità nel saltare l'uomo - e di non essere relegato sulla fascia ma di svariare per tutto il fronte offensivo disorientando così le difese avversarie.

E non dimentichiamoci che Cossu, in questi ultimi anni, oltre ad essere stato cercato da numerosi club di prima fascia (si è parlato anche del Barcellona), ha saputo conquistarsi diverse convocazioni in Nazionale,  giocandosi sino all'ultimo giorno un posto per i Mondiali in Sudafrica. A questo punto ci chiediamo se la decisione di Ficcadenti sia solo un esperimento oppure una scelta definitiva. E in questo ultimo caso, da amanti del calcio e tifosi rossoblù, chiediamo all'allenatore di ripensarci, lasciando Cossu libero di esprimere il suo talento e la sua fantasia. Libero di prendere per mano la squadra, senza restrizioni.