Probabilmente la prima volta che Silvio Berlusconi e Urbano Cairo si sono ritrovati uno di fronte all'altro non immaginavano che un giorno avrebbero potuto vedere insieme una partita di calcio da presidenti avversari di due delle più gloriose squadre del panorama italiano. O forse sì. D'altra parte l'ambizione e la capacità di pensare in grande non è mai mancata a nessuno dei due, neanche al poco più che ventenne Cairo che, agli inizi degli anni '80, dopo aver letto un'intervista di Berlusconi su Capital in cui si diceva pronto ad ascoltare chi avesse buone idee per le sue aziende, colse la palla al balzo, si presentò negli uffici dell'imprenditore milanese e riuscì a convincere la segretaria a fissargli un appuntamento proprio con Berlusconi. Le idee di Cairo erano davvero brillanti, tanto che indussero Berlusconi ad assumerlo come suo assistente personale alla Fininvest. Il sogno americano, tema centrale di tanti film hollywoodiani, quel giorno si realizzò a Milano.

L'ASCESA DI CAIRO SULLE ORME DI BERLUSCONI - Nel gruppo Fininvest Cairo lavorò fino al 1995, quando venne licenziato in seguito alla linea difensiva differente adottata rispetto agli altri manager di Publitalia, quando sulla concessionaria si abbattè l'inchiesta Mani Pulite. Cairo decise di mettersi in proprio e in quell'anno iniziò la sua grande ascesa nella scena imprenditoriale: come Berlusconi fondò una propria concessionaria pubblicitaria, la Cairo Pubblicità s.r.l. (oggi parte del gruppo Cairo Communication) poi decise di lanciarsi nell'editoria. Berlusconi nel 1990 compì la propria scalata alla Arnoldo Mondadori, Cairo nel '99 acquisì la Giorgio Mondadori, che da tempo si era staccata dal gruppo principale. Nel 2005 l'imprenditore alessandrino entrò nel mondo del calcio, diventando presidente del Torino appena risorto dopo il fallimento, Berlusconi era già presidente del Milan da diciannove anni ottenendo successi che il patron granata al momento non ha neanche sfiorato. Come il collega milanese con le reti Mediaset, anche Cairo ha fatto poi il suo ingresso nelle mondo delle tv acquistando La7 da Mediaset e, infine, negli scorsi mesi ha portato a termine la propria scalata al colosso Rcs. A differenza di Berlusconi, però, Cairo al momento non ha mai palesato l'intenzione di entrare in politica.

PRESIDENTE CONTRO PRESIDENTE - Il doppio incontro tra il Torino e il Milan, previsto dal calendario tra questa sera e lunedì, potrebbero essere le ultime due sfide di Cairo e Berlusconi da presidente contro presidente, visto che la cordata cinese della Sino-Europe Sports potrebbe presto acquisire le società rossonera. Il Torino di Cairo finora non ha mai battuto il Milan di Berlusconi: ora ha due partite per provare a farlo e per riuscirci il patron granata la scorsa estate ha preso l'allenatore cacciato proprio dal massimo dirigente milanista. L'allievo, almeno per novanta minuti, ha la possibilità di superare il maestro.