Venerdì nell'assemblea di Lega Calcio si inizia a giocare la partita sui diritti televisivi per il triennio 2015-2018. Sette club di serie A (Juventus, Inter, Roma, Fiorentina, Sampdoria, Verona e Sassuolo) hanno già scritto una lettera in cui mettono in discussione l'attuale advisor Infront, il cui contratto scade il 30 giugno del 2016.

Al suo posto si propone Img, che si è già fatta avanti con una manifestazione d'interesse al presidente Maurizio Beretta, dichiarando così guerra alla coppia Silva-Bogarelli, uomo vicino a Galliani. Il Corriere della Sera si chiede se, con soli due grandi big acquirenti come Sky e Mediaset che oggi sborsano 829 milioni a stagione, ci sia realmente bisogno di un advisor. Ad esempio la ricca Premier League inglese usa un consulente pro tempore (Wasserman) per le aste, risparmiando così decine di milioni di euro.

Secondo la Gazzetta dello Sport, Mediaset ha ridotto il proprio budget e potrebbe non farcela a confermare i 268 milioni medi all'anno del 2012-2015. La Lega Calcio potrebbe quindi rivolgersi direttamente al consumatore, varando il canale della Serie A.

Il terzo incomodo può essere rappresentato da Al Jazeera o da Discovery, che ha appena acquistato i diritti del Sei Nazioni di rugby trasmesso su DMax.
La soluzione per mantenere il miliardo a stagione si può trovare aumentando i ricavi dei diritti all'estero, che ora portano 117 milioni all'anno, magari suddividendoli per macro-regioni.