L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport evidenzia lo strano destino di Antonio Candreva, giunto all'Inter per richiesta dell'allora tecnico Roberto Mancini, ma ritrovatosi poi a giocare per altri allenatori: 

"In pochi mesi Antonio Candreva ha capito che cosa sia la pazza Inter. Più allenatori, tre, che gol segnati in campionato, due: lo ha voluto Mancini, lo ha allenato De Boer, si è sbloccato con Pioli, che a rigor di logica non dovrebbe essere il suo migliore amico. Alla Lazio qualche screzio c’era stato, il tecnico gli aveva anche tolto la fascia di capitano, però nel calcio c’è sempre modo di ripartire. Tanto è vero che appena arrivato Pioli si è premurato di precisare che lui non aveva alcun problema con Candreva e che anzi da Candreva si aspettava più di quanto avesse sempre dato sul campo, che era già moltissimo. Parole al miele per un giocatore che è stato il primo grande acquisto dell’era cinese, ma in Serie A prima del gol alla Fiorentina aveva segnato soltanto una volta, guarda caso nel derby che ha permesso all’Inter di agguantare il Milan nel finale e provare a rimettersi in marcia dopo l’amore mai nato con Frank de Boer. In pochi giorni due gol decisivi e anche un «assist» nell’avvio sprint con la Fiorentina. Con Pioli la squadra ha fatto quattro punti e Candreva due gol (prima aveva segnato soltanto al Southampton). Non saranno i migliori amici, ma per ora il nuovo incontro funziona".