"Sei un venezia". Quante volte lo abbiamo sentito, o lo abbiamo urlato, a quel compagno di squadra che non te la passava mai. O meglio, non la passava mai a nessuno. Che fosse su un prato verde o in un campo improvvisato, il "venezia", o "veneziano", faceva da sé: dribbling, giocate spesso inutili, gol, ira dei compagni, insulti, ma il tutto con la palla sempre incollata al piede. Forse il "venezia" era quello che, da bambino, volevi essere, perché avevi qualità e personalità. Sicuramente, il "venezia", è quello che colpiva Mino Favini, mago del settore giovanile dell'Atalanta: "Preferisco sempre i "venezia", quelli che si fanno dare il pallone". Estrosi, fantasiosi, magici: rubavano gli occhi. Come ha fatto Christian Capone (foto sito ufficiale del Pescara), prima centrocampista poi esterno d'attacco, di proprietà degli orobici ora a scuola da Zeman, a Pescara

STORIA FANTASTICA - Classe '99, è cresciuto nell'oratorio di Abbiategrasso per passare, poi, ai Soccer Boys di Turbigo. E proprio lì, l'Atalanta lo nota: al primo anno di Esordienti gioca centrocampista centrale di una linea a 4, dettando i tempi e facendo valere la sua tecnica. E la sua fantasia, che viene esaltata nei Giovanissimi. Portato via dal cuore del campo, viene spostato sull'out sinistro, dove prende il volo: quasi 30 gol, con i nerazzurri che sbattono in semifinale scudetto sulla forte Juventus. E lo scorso anno, in Primavera, i gol sono 19 tra campionato e Viareggio Cup, gol che attirano Gasperini, gol che lo portano ad accomodarsi sulla panchina della Prima Squadra. E ora, lontano da Bergamo, brilla nel 4-3-3 di Zeman: 4 gol col Pescara tra Coppa Italia e Serie B (1 e 3), si è preso il posto da titolare e l'Italia Under 19, nel ruolo che fu di Lorenzo Insigne. E pensare che...

SCIPPO MANCATO - ... il suo futuro poteva essere lontano dall'Italia. Era il 2014, e il Liverpool lo osservava da vicino, molto vicino, convinto di poterlo portare via da Zingonia, come altri club inglesi avevano fatto in passato con i vari Sala, Mannone, Zamblera e Dalla Bona. Niente da fare, la strada nerazzurra è più bella. E sicura. Capone ha avuto ragione a snobbare i Reds, con l'Atalanta che ora gongola visto che alla scuola di Zeman è destinato a crescere ulteriormente. In Abruzzo in prestito secco con l'amico rivale Latte Lath, sognando Neymar e studiando, da lontano, Gomez. Ma niente Papu dance, quando esulta indica, con le mani, il cielo, dove c'è nonno Carlo, scomparso nel 2014. Il "venezia" percorre la sua strada, col pallone incollato al piede. 

@AngeTaglieri