Un nuovo terremoto si è abbattuto sul Milan. Mino Raiola è tornato a fare la voce grossa, dopo un 'estate molto tormentata, sul fronte Gianluigi Donnarumma. L'entourage del numero 99 rossonero ha inviato un documento ai dirigenti in cui sostiene di essere stato oggetto di pressioni psicologiche, firmando il rinnovo di contratto senza la necessaria serenità. Se dimostrato, la violenza morale che costituisce un vizio del consenso ai sensi dell’articolo 1435 del codice civile determina l’annullabilità del contratto. 

Una causa non è stata ancora istruita, ma non è da escludere che possa nascere nei prossimi giorni. Questo perchè la tensione tra le due parti è arrivata alle stelle: da una parte Raiola e il desiderio di portare Gigio a Parigi, dall'altro il Milan che si fa forte di un contratto firmato solo la scorsa estate e che non ha nessuna intenzione di perdere il suo gioiello a prezzo di saldo. Ma il rischio c'è ed è concreto. Il mistero della clausola rescissoria da 70 milioni, fatta trapelare al momento dell'autografo sull'accordo fino al 2021, sembra giunto ormai a una definizione. In realtà ve ne erano due, con la seconda legata al mancata raggiungimento della qualificazione in Champions League e che sarebbe ammontata alla cifra più considerevole di 40 milioni di euro. Peccato che questa intesa poi non sia stata depositata in Lega, con i giochi che si sono clamorosamente riaperti.

La strategia del super agente è semplice e chiara: già da un paio di mesi sta portando avanti la trattativa con Nasser Ghanim Al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain. Chiedendo l'annullamento del contratto potrebbe portarlo via a parametro zero la prossima estate, incassando una commissione super, ma attenzione al prossimo mercato di gennaio. Il Milan, se la situazione dovesse andare avanti sotto questo copione, si vedrebbe 'costretto' a valutare una cessione anticipata di qualche mese. Perché il sacrificio di un big era già stato messo in preventivo, per far fronte a quelle che saranno le sanzioni della Uefa in materia di Fair-play finanziario. Tanto che ieri L'ad del Milan, Fassone aveva parlato del rischio di cessione di un big a giugno: "Non dipenderebbe dagli accordi con la Uefa, ma se non dovessimo raggiungere i ricavi sperati, in arrivo eventualmente anche dalla Champions, dovremmo rivedere la nostra strategia. Se andassimo in Europa League sarebbe un abbassamento di 30 milioni di euro per fare mercato e quindi potremmo anche decidere di fare cassa". Ma a quale prezzo? Tutto da decifrare, ora che gli accordi presi sono stati messi di nuovo tutti in discussione. 

Date le continue minacce degli ultimi giorni esibite tramite mail, pensare a una riconciliazione rapida e di buon senso è auspicabile ma non così scontata. Ormai sembra sempre più chiara la volontà di Donnarumma e dei suoi agenti di non proseguire con il progetto della nuova proprietà cinese.