C'è una partita più importante che Barcellona e la Catalogna si apprestano a giocare rispetto alla seppur importante sfida di Champions League che questa sera vedrà la Juventus scendere in campo al Camp Nou contro gli uomini di Valverde. Si tratta della battaglia per l'indipendenza dalla Spagna con il referendum indipendentista che andrà in scena il 1 ottobre, anche se il governo centrale di Madrid ha dichiarato illegale il voto.

IERI FESTA NAZIONALE - Nella giornata di ieri, alle 17:14 (l'11 settembre del 1714 è l'anno cui Barcellona cedette all'assedio delle truppe spagnole e perse l'indipendenza), un milione di persone è scesa in strada per festeggiare la Diada, la festa 'nazionale' della Catalogna. Un corteo che si è sviluppato fino a formare una gigantesca X umana simbolo di ciò che andrà messo sulla scheda elettorale del referendum alla voce "sì".

ANCHE SULLE SCARPE - Anche la nota azienda di scarpe Munich (il cui simbolo è proprio una X) ha voluto creare un nuovo modello delle proprie scarpe su cui campeggia la parola SI'. La campagna pubblicitaria è ovviamente a favore dell'indipendenza: "Facciamo correre il sì"

IL BARCELLONA SI DEFILA - Ma se spesso il Barcellona è stato preso a simbolo dell'autonomia catalana, con i rappresentanti della squadra spesso schierati apertamente in favore dell'autonomia. Oggi però il club sta tirando il freno a mano. Un eventuale strappo della regione di Barcellona dalla Spagna porterebbe grandi incognite soprattutto sportive sulla realtà del club. In particolare il timore più grande del club è quello di una possibile esclusione dalla Liga Spagnola che creerebbe non pochi problemi non solo nelle casse del club.

DRIBBLING - Ieri, in occasione della Diada ha preso parola il vice presidente Villarubì, unica presenza del club alla manifestazione: "Perché chiedete sempre a noi dove giocheremo e non alle altre squadre catalane? In ogni caso non sono un veggente politico e il Barça non è un attore della scena politica, a noi interessa solo la vittoria con la Juve. Non sono preoccupato dall’eventuale indipendenza della Catalogna, penso solo agli obiettivi sportivi del club. In tutti questi anni il club si è pronunciato chiaramente e si è schierato a favore del diritto a decidere della Catalogna, ma il referendum è una questione individuale dei catalani e non coinvolge direttamente il Barcellona".

LA LIGA SI SCHIERA CONTRO L'INDIPENDENZA - E a preoccupare maggiormente il club catalano ci ha pensato anche il presidente della Liga, Javier Tebas: "Se il processo avanza, e speriamo non sia così visto che è illegale, i club catalani non potranno più giocare nel campionato spagnolo perché la nostra Ley del Deporte prevede che solo i club di uno Stato straniero, quello di Andorra, possano competere nei tornei nazionali. E in un’eventuale Liga Catalana il Barça non sarà più un grande d’Europa". Partita aperta e vale più dei tre punti in palio questa sera.