Vincenzo Montella dice bene. Ci vorrà tempo per abituarsi al VAR, lo strumento tecnologico che, dopo la goal-line, è destinato a stravolgere il gioco del calcio. Un'innovazione che il Milan ha testato sulla propria pelle nell'amichevole contro il Betis Siviglia e che farà presto il suo debutto ufficiale in Italia nella finale di Supercoppa tra Juventus e Lazio. Nessuno mette in dubbio la bontà dell'intervento dell'ausilio delle immagini, che ieri sera ha correttamente tolto una rete ad André Silva per fuorigioco e assegnato il rigore decisivo al Betis. 

PAUSE E VOLTAFACCIA - Quello che lascia perplessi è il campo di applicazione del VAR e i tempi di interruzione del gioco in uno sport abituato sì alle soste continue per infortuni, proteste e tatticismi vari, ma non a pause che hanno anche superato il minuto nei precedenti in cui il video è risultato decisivo, tra Mondiale Under 20 e il clamoroso episodio della recente Supercoppa d'Olanda nella quale il Feyenoord si è visto annullare il gol del possibile 2-0 sul Vitesse e si è visto concedere contro un rigore. Il tutto dopo che l'arbitro non aveva preso provvedimenti nell'immediato sul contatto nell'area dei campioni d'Olanda e facendo trascorrere diversi secondi prima di invertire la propria decisione. Una situazione molto simile a quella vissuta dal Milan, con l'arbitro Doveri che ignora in un primo momento il tocco col braccio largo di Calhanoglu sulla punizione di Joaquin, indicando con decisione la bandierina del calcio d'angolo e poi cambiare idea per assegnare il penalty al Betis dopo aver consultato il monitor a bordo campo.

QUANDO SI USA IL VAR? - Immagini che hanno sollevato due ulteriori interrogativi. La richiesta della visione delle immagini sull'episodio incriminato è partita da Doveri o qualcuno a bordo campo ha suggerito al direttore di gara di consultare il video? Un problema non di poco conto, perchè la seconda opzione andrebbe tranquillamente etichettata come un caso plateale di "moviola in campo", di fatto una prevaricazione nei confronti del ruolo dell'arbitro. Altro aspetto da chiarire e approfondire: per quali casistiche si potrà richiedere di far intervenire la tecnologia? Se il fuorigioco o un'azione violenta a palla lontana rientrano ampiamente nelle situazioni dubbie che le telecamere possono scovare e dirimere in maniera univoca, che dire di quegli episodi sui quali gli arbitri prendono una decisione chiara, magari anche sbagliata, senza avvertire la necessità di rivedere alcuna immagine?

Mentre il calcio si sforza sempre di più di prendere spunto dagli altri sport (dal tennis al rugby passando per la pallavolo), che sono mutati drasticamente nel tempo con la tecnologia, siamo sicuri di essere pronti a una rivoluzione che toglierà quell'elemento di imprevedibilità che in qualche modo rappresenta anche il sale di questo gioco? Per Montella no e forse non ha tutti i torti.